Assurde pretese

Nella nostra società si cerca sempre il livellamento sociale. Le differenze di classe sembrano apparire in minima parte. Tuttavia rimane invariata la diffidenza verso i ricchi e la voglia dei poveri di nascondere il loro stato. Tuttavia a tradire i poveri sono oltre i modi, l’eleganza, anche le loro assurde pretese di perfezione. Un povero che decide di fare una vacanza dopo anni  non si accontenta, vuole località turistiche alla moda non centri piccoli e insignificanti. Anzi prendono in giro chi sceglie vacanze alternative in luoghi sperduti. Vogliono assaporare la vacanza con spregiudicatezza, consumare ogni cosa. I loro comportamenti sono prevedibili. Anche i figli si comportano alla stessa maniera. Certo i poveri sognano per i figli un futuro diverso e li allettano con l’assaggio di una vacanza elegante. Gli svaghi dei poveri diventano spesso pesanti. Amano mandare cartoline per far vedere agli altri, per rendere tutto ufficiale  e fotografare tutti gli scorzi panoramici.

Spesso i nuovi ricchi hanno assurde pretese specie negli alberghi mettendo in difficoltà il personale con cui hanno un rapporto di eccessiva familiarità. Non vogliono affidarsi al caso né apparire poveri agli occhi degli altri presenti.  Il viaggio per loro è solo una evasione, non è istruttivo.

Quello che ci colpisce è il fatto che si voglia negare le proprie difficoltà economiche e far vedere di vivere in un mondo di lusso. Ognuno a suo modo racconta la favola della propria ricchezza, e alla fine si convince, finisce per credere alla propria agiatezza. Tutto invece è tragicamente apparenza.

Non si può vivere di apparenze e con lo scopo solo di mostrare agli altri per fare rabbia e per vantarsi. la povertà non è una malattia contagiosa, non è una colpa.

 

Ester Eroli