Destino o autoaffermazione?

Destino o autoaffermazione?Mi sono sempre chiesta se siamo in balia degli eventi, se c’è un destino per noi, oppure se l’uomo faber di Machiavelli racchiude tutte le soluzioni. “Non sono io, è la strada” ripete sempre la mia insegnante di spinning, che con questa frasetta mi fa sudare come un animale ogni venerdì sera. Ma siamo noi o è la strada? Sono io che decido o sono in cammino verso il percorso che mi hanno segnato e io posso solo seguirlo? Me lo sono chiesta molte volte e non sono ancora riuscita a dare una risposta. Molte le prove a favore di entrambe le teorie. (Ora si capisce come mai mio marito mi chiama Jessica Fletcher, cerco sempre indizi). Allora molte persone credono fermamente che il destino sia già segnato. Che a farlo sia stato Dio o chissà chi non ha importanza. “Io sono così, questo è il mio compito”, “so fare solo così”. Che frasi. Io non ci credo. Sono espressioni usate da gente debole che non ha voglia di impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi, penso. Arrendersi senza provare è uno scandalo, secondo il mio modo di vedere. Se non provi non sai. Ma toglierti fuori dai giochi senza aver neanche lanciato il dado no. Non si fa così. Ci vuole grinta e determinazione, questo si. Certo non è possibile sempre e in tutti i settori. Come trovare l’amore. Lì capisco anch’io che non dipende da te, sono d’accordo. Se vuoi passare un esame studi a bomba, ti impegni e il tuo risultato lo porti a casa tranquillo. Se vuoi trovare l’anima gemella puoi impegnarti finché vuoi ma se non si riesce, niente. Certo mai buttarsi giù è la regola. Però ammetto che lì è un po’ più difficile. Quindi per questa cosa sono d’accordo con i fatalisti che dicono che c’è un destino. Se io sono sposata con mio marito era destino che andasse così, poi a far girare il matrimonio ci vogliono passione e dedizione. Ma l’impegno non è servito per incontrarlo. E’ successo. Per la maggior parte degli altri casi l’uomo che si fa da sé stile Machiavelli credo sia una regola aurea. Dovrebbero inserirlo in un manuale da far leggere ai bambini. Così imparano già da piccoli. E non fanno cazzate quando diventano grandi. Credo che crescere nello sport aiuti questa mentalità. Comportarsi così per raggiungere quel fine lì. Impegnarsi, lavorare, sudare. E arrivi. La parte che preferisco, però, è che anche in questa teoria ci sono eccezioni. Adoro le eccezioni. Per lo stesso principio per cui adoro le note a piè di pagina. Pochi le leggono ma spesso dicono cose parecchio più interessanti del testo vero e proprio. Anche per l’uomo faber ci sono deroghe imprescindibili. Il caso, il fato, la moira. Si insinua anche nella vita di un perfetto uomo fattosi da solo. Proprio perché gli eventi sono imprevedibili. Noi siamo imprevedibili. Non sai mai con certezza quello che possono fare gli altri. E quindi il rischio c’è. Se sulla tua strada c’è un sassolino troppo appuntito la ruota si fora e il percorso che ti stava dando tanta soddisfazione diventa un disastro. “Non puoi tenere tutto e tutti sotto controllo” che saggia la mia mamma. Ma a volte è questo il bello, no?!

 

Giulia Castellani

 

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