Dibattiti in aula

Dibattiti in aulaNel nostro paese spesso è possibile assistere, per vari motivi, a una riunione consiliare nella sede dell’aula consiliare di un comune, di un piccolo centro, di una cittadina di medie dimensioni, di una grande città. Ci rendiamo subito conto della percentuale degli assenti, l’assenteismo sfiora l’assurdo. In seconda battuta ci accorgiamo che tra i banchi domina la noia, non c’è slancio, non c’è voglia di fare. Molti presenti discutono di questioni che esulano totalmente dal contesto. Gruppi di persone parlano fra loro. Ci sono poi quelli che ricevono persone per questioni private proprio nell’aula come niente fosse. Molti arrivano in ritardo con aria trafelata. Le donne che fanno parte del gruppo politico di maggioranza entrano con tracotanza. Vestite in modo impeccabile fanno il loro ingresso in aula come dive del cinema. Molte, specie nel periodo estivo, si presentano con abiti sconci e scollati e discutono di vacanze a costumi fra di loro. Le donne in questione rivolgono al pubblico presente in aula sguardi superbi come se solo loro fossero le dominatrici della scena. Donne presenti vengono guardate con aria di superiorità. I dibattiti in aula sul tema del giorno proseguono stancamente, con poca grinta e partecipazione. Molti sbadigliano e fra un intervallo e l’altro gustano un caffè. Basta superare i confini nazionali per trovarci immersi in una realtà totalmente diversa. In Svizzera, ad esempio, i cantoni locali mantengono la loro sovranità intatta. A livello locale l’assemblea dei cittadini si riunisce anche all’aperto e vota per alzata di mano. La pubblica amministrazione svizzera è divisa in soli sette dipartimenti e inoltre lo stesso parlamento svizzero non è formato da politici di professione, come pure i cantoni . A livello locale invece in Italia è possibile trovare solo politici puri che passano il tempo ad ostentare invece di intervenire nel concreto.

 

Ester Eroli

 

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