Dibattito nuclare nel mondo: il caso della Spagna

Dibattico nuclare nel mondo: il caso della SpagnaIn Spagna il dibattito sul nuclare nasce nel secondo dopoguerra ad opera dello scienziato Josè Marìa Otero Navascués che consigliò l’avvio della sperimentazione di questa nuova forma di energia. Sebbene l’idea di nucleare richiamava e richiama alla memoria la strage di Fukushima e Nakasaki, molte figure preminenti spagnole del panorama storico e culturale si batterono per attenuare quest’associazine. In questa direzione si mosse anche il presidente americano Eisenhower con il suo discorso incentrato sugli “Atomi per la Pace”. Già nel maggio del 1957, l’ex ministro dell’industria spagnola Franco Joaquin Planell annuncia alla Nazione l’esigenza di colmare la crescente necessità di energia elettrica sfruttando l’atomo. E così nel 1965 inizia a Zorita la costruzione del primo impianto nucleare al quale si aggiungeranno altri 9 permettendo alla Spagna di essere la settima potenza nucleare nel mondo dietro solo a Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Germania Ovest, Unione Sovietica e Francia.

Le proteste dei movimenti antinucleari iniziarono parallelamente con la costruzione delle centrali evidenziando la pericolosità per la popolazione e l’elevato costo di gestione delle scorie.
Nonostante la presenza sul territorio radicata da molti anni, il dibattito sul nucleare all’interno del Paese non si è spento, anzi è diventato quanto mai più presente a seguito della fusione del nocciolo della centrale di Chernobyl nel 1986 e ai giorni nostri con il verificarsi della fuoriuscita di radioattività dal reattore di Fukushima.

 

Alexander