Finali a sorpresa

Finali a sorpresaAbbiamo sempre amato, sin da adolescenti, stare sprofondati in una poltrona davanti alla televisione a guardare un film, uno sceneggiato, una fiction. Ci siamo innamorati all’istante di scenari, di panorami, di città, di attori. Ci siamo avvicinati alla moderne fiction con tutte le buone intenzioni, appoggiando i sani principi e la vittoria del bene sul male. Nelle vecchie fiction dopo tante traversie, lotte impari, interventi del destino, dopo tanti pericoli, dopo imprese folli e pazzesche quasi da costringere il protagonista a desistere tutto si concludeva nel migliore dei modi. Il bene trionfava sul male, i cattivi venivano puniti, anche dal destino stesso, gli onesti, i buoni avevano la meglio. Il protagonista o i protagonisti riuscivano a resistere agli assalti dei malintenzionati, anche dei più insistenti. La disperata ricerca di una soluzione ai vari casi portava al bene, a una offerta di pace, a una redenzione. Dopo rabbie, delusioni, concitate discussioni , tentativi di depistaggio, odio a lungo covato, sofferenze, dolori, opposizioni, disperazioni, esaurimenti, situazioni tremende, interminabili follie, minacce e ricatti, contraccolpi e colpi di scena tutto tornava per lo meno come prima se non meglio. I buoni espandevano tutte le loro energie in vista di una ricompensa finale che non tardava ad arrivare. Nelle vecchie fiction i ladri, i furbi, i mascalzoni, i rabbiosi, gli invidiosi, i perfidi, i malefici venivano rigettati nel limbo da dove erano venuti, spesso era la loro stessa coscienza inquieta a farli desistere, a fermarli. In altre parole si bruciavano da soli, si facevano male da soli. Intorno a loro solo terra bruciata. I malvagi scoprivano il loro punto debole e venivano alla fine smascherati. La nota dolente era la loro fine atroce. Tutti i perfidi soccombevano dopo averne combinate di tutti i colori essendo allenati al male. Nelle fiction degli ultimi tempi invece sono i malvagi a prevaricare, a vincere su tutti i tavoli. Gli spregiudicati hanno la meglio sui miti e non arriva il caso, il fato a riordinare la realtà alterata. Nel finale sono i poveri di spirito, gli audaci a trionfare. Come se il bene fosse solo un diversivo, un malessere passeggero destinato a scomparire. Allora ci domandiamo smarriti, impietriti il perché di tanta crudeltà, del perché ci viene impedito di sognare il lieto fine persino in tv. Ipotizziamo così che il regista si sia ispirato alla realtà. Nella realtà mentre una persona investita giace sotto terra il suo investitore passeggia tranquillamente per le strade facendo shopping. Una ragazza vergine nella realtà viene derisa per la sua bizzarra scelta, così hanno la meglio le donne spregiudicate e ribelli. Nella realtà in certi posti di lavoro fa carriera quello più astuto e meschino mentre la brava gente resta al palo, resta indietro. Così un collega perfido guadagna più di uno tranquillo. Allora vediamo trionfare sullo schermo il cattivo di turno con il volto deturpato da una espressione crudele. Forse anche lui riceverà proposte di nozze come i tanti assassini di donne innocenti che in carcere ricevono tanti complimenti. Per le persone serie l’unico finale degno è fuggire via anche solo con il pensiero da una realtà soffocante non più a misura d’uomo, ma semmai demenziale.

 

Ester Eroli

 

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