Giovanissimi

Ci sono alcuni concorsi di pittura, di poesia, di arte, di letteratura, di cultura aperti anche ai giovanissimi, a quelli che non sono neppure ancora adolescenti. Ci sono conferenze, convegni che lasciano spazio a coloro che sono molto giovani.  Sono state introdotte nuove sezioni in molti concorsi per favorire gruppi  di giovanissimi. Si tratta di una iniziativa lodevole sotto vari punti di vista. I giovani si fanno conoscere, escono dalla oscurità e portano una ventata di freschezza. E’ una iniziativa simbolo della evoluzione dei nostri costumi. I giovanissimi portano una ondata di vitalità, la loro presenza conviene alla gara. Le passioni del giovani, gli entusiasmi sono certo più bollenti, più coinvolgenti. I giovani rispondono con abbondanza di idee e interventi. Senza sforzo notevole realizzano capolavori. Per loro si spalancano le porte del successo, dell’incontro spesso con il pubblico, incontro frizzante, dinamico. Per i giovani si dissolve la timidezza, la paura di essere rifiutati. L’arte è vivificata. Negli incontri di associazioni di beneficienza i giovanissimi sono gioiose sorprese. I giovani sono la speranza del futuro, la garanzia della continuità, il conforto della salvezza dell’arte.

Tuttavia come in ogni questione c’è il rovescio della medaglia. I ragazzini sembrano portati dai genitori in una marcia forzata. Sono obbligati a stravincere per non deluderli. Sono spinti con forza e determinazione nonostante la timidezza, la scontrosità. I genitori mostrano atteggiamenti tracotanti, superbi, lontani dalla modestia. Sembra che hanno un cavallo da corsa, un oggetto prezioso da esibire in pubblico. Pretendono il massimo, non ammettono errori, divagazioni. ‘ disgustoso vedere come i bambini cercano di compiacere i genitori, molti finiscono in depressione. E’ nauseante vedere come i genitori guardino gli altri concorrenti adulti. E’ uno sguardo altezzoso, distaccato, feroce, superbo. Gli adulti mettono le distanze con gli altri, si sentono superiori, nemmeno salutano la giuria. I figli devono ancora crescere e già li fanno correre per la carriera.

I piccoli stessi hanno un’aria da adulti, sono fanatici, spocchiosi. Pensano al successo, al futuro radioso. Sognano già un’ascesa importante. Le ragazzine ostentano già il loro corpo gracile come donne fatte. Come se per esibirsi serve un corpo già da donna.

I giovanissimi vengono maneggiati senza precauzioni come si vede in molti contesti come la moda, lo spettacolo.

Il traffico inutile di esseri umani giovanissimi è solo una marcia verso il nulla.

 

Ester Eroli