Gli onesti invisibili della nostra società

Gli onesti invisibili della nostra societàOrmai siamo persuasi di vivere in un’epoca strana che ha dimenticato i sentimenti reali. La cupa realtà del quotidiano ci lascia attoniti. Bruscamente ci siamo ritrovati in un’epoca avara di sorrisi. La vita non è più considerata un viaggio avventuroso, esplorativo, costruttivo. Inquieti fantasmi si agitano nell’anima di molti. Tutti pensano agli interessi, ai guadagni. Nessuno vuole perdere tempo in oziose questioni, anche familiari. Con costernazione assistiamo al sacrificio della famiglia per interessi privati. Si attende la morte dei familiari anziani per l’eredità, si litiga con i parenti solo per soldi . Si passa il tempo nelle sale gioco per avere la possibilità di vincere somme di denaro. Ogni vincita è un sollievo. Le feste non si festeggiano più in famiglia ma in viaggio, nei luoghi preferiti. Anzi nella famiglia trovano sfogo tutte le ansie represse. Incerti non sappiamo più dove andare, a chi rivolgerci quando anche vivere in famiglia diventa complicato. Ognuno pensa al soddisfacimento personale, ad arricchire il proprio patrimonio, spesso già consistente, in alcuni casi, estremamente ricco. Si fanno soldi affidandosi al caso non alle proprie capacità, ai compromessi. Un piccolo imprevisto viene considerato una catastrofe perché rallenta il sistema di accumulo del denaro, usato per comprare cose futili . La parsimonia non è più un valore. Non ci si rilassa nemmeno con il cibo, si mangia in fretta, veloci per non sprecare tempo prezioso, necessario per i divertimenti e gli acquisti. In tutti questi compromessi, patteggiamenti, accomodamenti non si brilla per onestà. L’onestà non è più la sostanza, l’ingrediente principale del vivere. Togliere l’onestà dalla vita è stato come levare il lievito dal pane. Sono venute fuori soluzioni insipide, senza sapore, piene di veleno, di cinismo e sarcasmo. Gli onesti sono guardati con derisione, considerati stupidi, idioti, sciocchi, conservatori, miserabili taccagni, pazzi, stravaganti. L’onestà che doveva essere la regola è divenuta l’eccezione. Negli uffici si ruba il portafoglio ai colleghi con disinvoltura sapendo che nessuno farà mai niente e sono sempre di più quelli che lo fanno e che poi ridono alle spalle degli onesti. Gli onesti vengono trattati come handicappati, considerati nullità. Ricevono parole sgarbate, risposte acide. Vengono guardati con attenzione come fenomeni da circo. Gli onesti non giudicano, non corrompono, non comprano, non si vendono, non invadono, non sconfinano, non si vantano, non offendono, non reagiscono, non chiedono, non uccidono, non ignorano , non fingono, non mentono, non attaccano, non pagano, non deludono, non ricercano, non abbandonano, non trascendono, non diffidano, non si concedono, non si congedano, non rispondono male . Gli onesti sono affidabili, concreti, confortevoli, sinceri, affezionati, contenti del poco che hanno. Spesso hanno il cuore spezzato, sono pieni di apprensione davanti al ripetersi di turpi azioni criminose che i più giudicano fatti senza importanza. Gli onesti restano al loro posto, si guadagnano da vivere con coscienza e di solito non sono ricchi, né capi di imperi. Sono calmi anche quando sentono ripetere dai politici le stesse vecchie canzoni. Una volta provato che una persona è onesta, come una donna, inevitabilmente, in modo formidabile tutti scappano. Si ignora la presenza degli onesti o si evitano come la peste. In gruppo di giovani scalmanati un onesto non ha vita facile. Gli onesti sono invisibili, sono quelli che nessuno vuole neppure in processione. Molti in presenza degli onesti vengono presi da tremore. Gli onesti sono cacciati persino dalle chat, da internet. Gli onesti restano orfani di affetto, di comprensione. Anche trovare un compagno/a è difficile per loro. Un branco di milionari poveri, poveri di spirito, ma ricchi di soldi ha ucciso le idee oneste. Eppure il destino dell’umanità è appeso a un filo. Se non si torna all’ingenuità dei bambini tutto andrà a malora e non sarà solo colpa di uno solo, magari il capo, ma di tutti quelli che deliberatamente e consapevolmente hanno scelto il male della disonestà.

 

Ester Eroli

 

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