I fantasmi del castello di San Giorgio a Mantova

I fantasmi del castello di San Giorgio a MantovaNel castello di San Giorgio a Mantova, fatto costruire nel 1406 da Francesco Gonzaga sui ruderi di una vecchia chiesa di Santa Maria a scopo difensivo, si dice che abitino degli illustri fantasmi. Il castello a pianta quadrata, con quattro torri angolari, tre ponti levatoi, e un fossato ospita spesso nelle sue immense sale il fantasma del duca di Mantova. In questo castello venne sorpresa con l’amante e decapitata per castigo, la prima moglie di Francesco Gonzaga Agnese Visconti sposata a solo 14 anni. Il suo amante venne impiccato. I due traditori vennero sepolti davanti al palazzo ducale in terra sconsacrata. Una targa sul luogo ricorda la loro uccisione. Si dice che nelle notti di luna piena il fantasma di Agnese, non trovando pace in quanto morta di morte violenta, si aggiri nel castello camminando, piangendo e chiedendo perdono. Secondo una leggenda del posto nella notte di Natale a mezzanotte nella sala centrale del castello si ripeterebbe l’amplesso dei due amanti sorpresi in fragranza. Il castello fu poi dimora della seconda moglie Isabella d’este, la quale amò richiamare a Mantova artisti come Giulio Romano e letterati come Ariosto. I Gonzaga fecero della città il centro del rinascimento. Per loro impulso fu realizzato il palazzo ducale una sorta di città nella città sorto a piazza Sordello fulcro della vita cittadina. Si tratta di un complesso di edifici collegati fra loro da corridoi e gallerie, questo perché ogni duca soleva aggiungere la propria dimora all’interno del percorso. La reggia è arricchita da cortili, giardini, affreschi di Rubens, vasche, parchi, canali, stanze dipinte, arazzi. All’interno troviamo il giardino dei semplici. Mantova ospita eventi culturali tutto l’anno. A fine maggio si ha il festival della letteratura, con partecipazione straniera. Tra le particolarità che offre la città c’è la reliquia del sangue di Cristo nella chiesa di sant’Andrea, la torre dell’orologio con funzionamento meccanico, la casa del pittore Mantegna, la casa dell’artista Giulio Romano, la casa di Rigoletto buffone della corte Gonzaga, palazzo Canossa del 600 appartenuta a una famiglia di Verona che per qualche tempo dominò la citta. Il palazzo colpisce per il portale di marmo e la facciata in bugnato.

 

Ester Eroli