Il “troppo tardi” di Cassola negli appuntamenti importanti della vita

Il “troppo tardi” di Cassola negli appuntamenti importanti della vitaSpesso ci siamo mangiati le mani in molte circostanze per essere arrivati troppo tardi. Allora ci ritorna in mente il romanzo di Cassola che porta il titolo appunto “troppo tardi”. I due protagonisti, fratello e sorella, trasferitisi a Roma con la famiglia cercano di integrarsi nella grande città ma con estrema difficoltà. L’euforia degli anni giovanili viene messa a dura prova dalla realtà crudele. Si rendono tristemente conto a un certo punto che devono per forza accontentarsi di una vita modesta, schiacciata dalla monotona routine. Capiscono che la scoperta di cose nuove è spesso dolorosa anche perché si arriva sempre troppo tardi a comprendere, a fare esperienza, ad abbracciare la vita vera. Disillusi si lasciano andare alla deriva consapevoli che ormai è troppo tardi per tutto. Spesso abbiamo rinunciato volutamente a un amore e quando pentiti, abbiamo, quasi disperati, cercato di recuperarlo abbiamo scoperto che ormai era veramente troppo tardi. Magari l’amore dei nostri sogni aveva trovato pace in un’altra relazione. Alcune volte abbiamo litigato con una persona e non ci siamo mai riconciliati e poi abbiamo saputo, per vie traverse, attraverso comuni amici, che la persona era morta. Non abbiamo potuto riconciliarci, rimediare. Ci sono bambini che messi sotto pressione dalle critiche dei compagni di classe si sono magari suicidati. I compagni si sono presentati al funerale con corone di fiori, mazzi di fiori giganti, costosi ma forse non si rendevano conto che era troppo tardi. I fiori, le corone, i cuscini non colmano il vuoto, non alleviano l’anima. Presentarsi a un funerale, dopo tante battaglie e tante idiozie, non serve, è un gesto completamente inutile. Bisognerebbe evitare di giungere sempre in ritardo agli appuntamenti principali della vita. Un treno preso tardi è comunque un treno perso.

 

Ester Eroli