Incapaci

Il mondo moderno è pieno di insidie. Persino le coppie più solide sono bersagliate da pettegolezzi, veleni, intrighi, gelosie, invidie. Una coppia non può solo stringersi insieme deve fare i conti con nemici in agguato ovunque e interferenze di vario tipo. Oggi è difficile pure coltivare delle amicizie senza pregiudizi. Gli amori vanno e vengono ma le amicizie dovrebbero restare eterne, ma non sempre è così. Molte amicizie non durano nel tempo. Si arriva ai ferri corti per cose di poco conto. Molto dipende dalle situazioni. Nel nostro tempo anche le amicizie sono a scadenza, sono turbolenti  storie. Spesso cerchiamo di nascondere  gli amici del cuore ai parenti e agli altri amici per evitare conflitti e dissapori. Ci sono storie di amicizia nate nell’ombra che non si sviluppano, che non vengono alla luce. Ci sono amicizie fuori dal comune che vorremmo coltivare ma che non possiamo per mancanza di tempo.

Spesso incontriamo difficoltà nelle amicizie e crediamo che siamo noi incapaci di farsi amare. La colpa è nostra, del nostro carattere, del nostro pessimismo desolato. Risultiamo antipatici e per questo abbiamo pochi amici. Quei pochi che abbiamo sono bugiardi, adulatori, quasi nemici, perfidi, ironici in grado solo di farci la parte e poi prenderci in giro. Non abbiamo tutti amici schietti e autentici, molti nascondono gelosie, rivalità, scheletri nascosti . Nessuno ci somiglia, nessuno è affettuoso. L’amicizia vuole serenità e non rancore. La mancanza di amici la consideriamo una disgrazia che si abbatte sulla nostra vita. Il bilancio delle amicizie è un fallimento. I nostri amici non sono puliti, prediligono il male non ci considerano. Gli amici benestanti, potenti ci snobbano, i poveri ci sfuggono.

Poi ci guardiamo intorno e ci accorgiamo che molti sono sulla stessa barca. Quindi mal comune mezzo gaudio. Tutti hanno problemi e difficoltà nei rapporti di amicizia. Ci chiediamo come mai. Siamo tutti incapaci di amare, di farci amare? Oppure siamo in presenza di una società malata alle radici? Esiste una cura per la incomunicabilità?

Ogni giorno incontriamo il cuore duro della gente. Scopriamo cuori di pietra a cominciare dal ragazzo giovane che ci spintona appena scendiamo dal tram, fino all’infermiere che non risponde alle nostre domande  e lamentele in ospedale. in giro solo spintoni, risposte sgarbate,  scippi, furti. Il problema è che non ci possiamo più fidare di nessuno, nemmeno dei parenti.

Non possiamo però stare a guardare, alzare le spalle. Dobbiamo fino alla fine dei giorni tentare di educare, far capire, imporre, persuadere. E’ un lavoro lungo ma potrebbe, il condizionale è d’obbligo, nel tempo portare a qualche piccolo risultato. In fondo alla galleria riappare sempre la luce come per miracolo.

I miracoli quotidiani sono anche la conversione dei cuori di pietra, che forse lo sono divenuti per eccesso di rabbia, per fare come gli altri. Non imitiamo il comportamento scorretto e maleducato degli altri. Restiamo, nei limiti del possibile, noi stessi.

 

Ester Eroli