Infantile

Il mondo moderno ruota sempre più intorno al concetto di ricchezza, all’idea che solo i ricchi sono felici. E’ stupefacente come si ammirino solo le persone in carriera, ricche, benestanti. E’ struggente vedere come si leggono le riviste solo per conoscere la vita privata dei vip. Senza certe letture si va in crisi di astinenza. Bisogna seguire assolutamente solo i ricchi, i potenti, imitarli. Si volta sempre le spalle alla povertà, si tradisce la povera gente che ha avuto la sfortuna di nascere in una famiglia disagiata. Si ha una grande opinione solo dei ricchi. A loro si dimostra affetto e comprensione. Per gli altri c’è solo un silenzio freddo.

I ricchi brillano per la loro buona sorte, per la loro esistenza diversa dalla massa. Essi hanno collezioni, ville, piscine e possono coltivare tutte le loro passioni. Molti sono i vip che possono permettersi il lusso di fare più matrimoni e più divorzi. Ci sono attrici che hanno avuto quattro o cinque mariti. Anzi le molteplici relazioni sono quelle che denotano un’esistenza all’insegna del lusso.

Il fenomeno sta prendendo sempre più piede. Allora ci capita negli uffici, nei luoghi di lavoro di vedere gente che non fa altro che vantarsi della propria posizione. Infantilmente, di fronte a un dirigente o a  un altro collega più benestante o che semplicemente si  reputa più ricco, si cerca di arrampicarsi sugli specchi per vantarsi. Allora ci capita di sentire che un semplice uscere ha auto di grossa cilindrata, collezioni di smeraldi, abiti costosi. Si dicono colossali bugie. Non si sa se in certi casi è meglio piangere o ridere, o tutte e due le cose insieme. Lo scopo è quello di mettersi alla pari con gli altri, con l’interlocutore, semplicemente immaginato più arrivato economicamente e professionalmente. Si cerca di mettersi in mostra in modo maldestro. Si vuole ribattere all’altro, sottolineare il proprio stato sociale che non è da meno. In certi casi bisognerebbe dire bugie più concrete, più vicine alla realtà. In caso contrario nessuno ci crederebbe e saremo coperti di ridicolo. In fondo chi crede che una donna delle pulizie a una villa ad Acapulco tutta per lei?.

In verità questi atteggiamenti infantili ci deprimono. Ci sono poi quelli che fingono di essere laureati per competere con amici e colleghi laureati sul serio, quando si vede bene il grado di cultura. Il mondo del lavoro non è il luogo adatto per una ridicola tenzone, lotta di potere. in fondo ognuno si distingue per la sua personalità non per il conto in banca che può essere più o meno sostanzioso. Certe se si dicono grosse bugie sul proprio stato si rischia di essere presi per persone dalla salute mentale instabile.

 

Ester Eroli