L’età che avanza

L’età che avanzaTutti più o meno siamo ossessionati dal tempo che passa, che ci regala rughe, capelli grigi, mani tremolanti. Ci sono donne che ricorrono al chirurgo estetico per apparire sempre in splendida forma. Si ricorre allo sport, all’uso di creme miracolose, a cibi adatti con lo scopo di apparire più giovani. Le mode stesse sembrano fatte esclusivamente per un pubblico giovane. Le moderne tecnologie mirano a conquistare il mondo dei giovani. Le boutique pensano solo ed esclusivamente ai giovani e propongono abiti che gente avanti con gli anni non può proprio indossare, pur volendo: abiti attillati, spacchi, gonne corte, camicette minuscole, jeans stretti con brillantini. Nessuno sembra accorgersi che la popolazione sta invecchiando progressivamente e che il numero degli adolescenti è nettamente inferiore agli anziani.  Non essere più giovani sembra un delitto, le donne mature ricevono sguardi di sufficienza da parte delle giovani donne, che si comportano come se non dovessero invecchiare mai. Ma la vecchiaia è un po’ come la morte colpisce tutti, anche gli impreparati.  Il problema degli anni in realtà è un affanno ridicolo, perché ogni età ha i suoi pregi. Inoltre andando avanti si è più maturi, più affascianti, rispetto a quando si era ragazzini insignificanti, timidi e ingenui. Da grandi raggiungiamo una consapevolezza per così dire “perfetta”, sappiamo come è fatta la vita, senza illuderci di poterla cambiare, non abbiamo dubbi, incertezze, tormenti. Il velo sugli occhi, la benda ci è finalmente caduta e noi contempliamo un  universo diverso con meno stelle, meno bagliori, meno fuochi di paglia. La nostra visione del mondo diventa razionale, lucida, calcoliamo al millimetro le situazioni anche le più complicate e soprattutto sappiamo la conclusione di certi processi. L’esperienza ci insegna, ci guida, ci illumina. Siamo indovini, presagiamo gli sviluppi futuri con una precisione notevole. A una certa età una persona è completa, perfetta per fare la vita serena che ha sempre sognato, perché sa quello che desidera, ha imparato a conoscersi, in alcuni casi ad amarsi. Sa perfettamente le cose che gli piacciono e quelle che detesta, le cose che vuole realizzare nonostante tutto. Per conseguire i propri scopi la persona sa che non ci sono tanti condizionamenti, tante imposizioni come avveniva in giovane età, i cui si era succubi dei genitori, dell’ambiente. L’anima con l’età esce allo scoperto e appare in tutto il suo splendore. L’ età che avanza ha il pregio di vederci frizzanti come un buon vino stagionato, pronto a dare il meglio di sé. Siamo aperti a tutte le esperienze, e non più titubanti, ci muoviamo sicuri nel nostro mondo e facciamo incursioni nel mondo degli altri ma in modo disinvolto, libero. Se in passato eravamo impacciati come pulcini appena nati ora siamo sicuri, decisi, alcune azioni degne di nota portano la nostra firma, siamo audaci, personalizziamo i nostri gesti, non ci uniformiamo alla massa, al gruppo, diventiamo originali, unici. Non permettiamo che altri ci manchino di rispetto, perché abbiamo una dignità da difendere. Liberamente cerchiamo riconoscimenti al nostro operato per avere soddisfazione.  La solitudine spesso è l’amara compagna di viaggio ma può essere utile per riflettere, il silenzio, la solitudine invitano a pensare, stimolano indirettamente e apertamente. In solitudine si frequentano luoghi appartati, singolari, lontani dal clamore stolto del mondo. Scopriamo che possiamo fare a meno del traffico, delle comodità, di certi amici insolenti. La solitudine in alcuni casi è stimolante, perché nel silenzio elaboriamo idee brillanti. Spesso si scoprono talenti artistici, vocazioni nascoste, propensioni. Anziani che scoprono il talento per la musica, per la pittura, addirittura per la politica, per lo studio, per le piante.  Naturalmente bisogna invecchiare bene, sapersi misurare anche con l’aiuto della medicina. C’è chi è fortunato e invecchia bene proprio per una questione genetica. Ma siccome non tutti i mali vengono per nuocere, la vecchiaia non può considerarsi il peggiore dei mali, sicuramente c’è di peggio.

 

Ester Eroli