La festa della Primavera sull’altopiano di Asiago

La festa della Primavera sull'altopiano di AsiagoOgnuno attende con trepidazione l’arrivo della primavera che segna la fine del freddo, del gelo e delle giornate piovose e uggiose. Astronomicamente la primavera inizia il ventuno marzo, ma gli studiosi collocano il suo ingresso già a partire dal primo marzo. In molti luoghi, anche all’estero si festeggia in vari modi l’arrivo del sole e della bella stagione. Nell’altopiano di Asiago, famoso per le sue piste da neve da seguire anche con lo snowboard, si può assistere alla festa della primavera. E’ un appuntamento che avviene quasi sempre fra fine febbraio e i primi di marzo che richiama molti turisti anche stranieri. E’ una festa suggestiva e chiassosa. Nelle varie strade della zona adulti e piccoli trascinano file di recipienti di latta, di varie dimensioni, sui quali battono con dei bastoni. Il rumore serve ovviamente per consentire il risveglio della primavera, addormentata per il lungo inverno. L’ultima sera della festa si può vedere il cosiddetto rogo della vecia, come viene chiamato in quelle zone. Nel rogo viene dato fuoco a un grande pupazzo fatto di cartapesta o di legno, simbolo dell’inverno inclemente. Il rogo viene fatto proprio in piazza Risorgimento ad Asiago e per l’occasione alla gente presente viene dato e distribuito cioccolato caldo e vino. In questa zona di boschi sconfinati e pascoli immensi si può respirare un’aria pura, sopraffina, salubre. Nel centro di Asiago si può visitare il neoclassico duomo e la famosa fontana del fauno. Infatti il fauno era considerato la divinità protettrice delle greggi e dei campi coltivati. La base della fontana è fatta con il noto marmo rosso di Asiago. Per qualsiasi cosa poi il turista si può rivolgere all’ufficio informazioni turistiche che si trova proprio all’interno della ex stazione di Asiago, dove un tempo partiva un trenino alla volta delle montagne innevate. Durante le passeggiate a piedi ci si può imbattere in ristoranti che offrono le specialità della zona e vedere all’improvviso dei caprioli correre a perdifiato.

 

Ester Eroli

 

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