L’estate che avanza

Siamo ormai arrivati, come ogni anno, alla pausa estiva. Ogni anno le strade si colorano di gente, di turisti in visita nelle città d’arte, di donne eleganti. Negli ultimi tempi in verità si assiste al trionfo indiscusso della nudità. Si mostrano seni, gambe, braccia. Alcuni vestiti appaiono scostumati, volgari, sfacciatamente provocanti. Si gira per le strade di città seminude con abiti corti, scollati, trasparenti, quasi non abiti. La stoffa non esiste è stata eliminata per risparmiare sulla spesa del vestito. Si possono intravedere reggiseni di pizzo, mutande colorate, ricamate. Molte donne indossano infradito come se si trovassero su una spiaggia, vicino al mare. Si portano top ridottissimi, pantaloncini corti, minigonne. Naturalmente seguire la moda è importante come è importante vestirsi liberamente come si vuole. Ognuno è libero delle proprie scelte in fatto di abbigliamento. Certo è che una donna vestita con abiti provocanti non può lamentarsi se viene importunata nella via. Aldilà della libertà che va difesa a spada tratta, resta nell’aria quel senso di sfida di queste donne che da molto fastidio. Camminano con passo felino, salgono sugli autobus come dive, si toccano i capelli con aria ammiccante, non cedono il posto a una donna anziana . Alle donne normali, a quelle anziane soprattutto rivolgo uno strafottente sguardo di sfida. Si sentono al centro dell’attenzione, osservate, guardate e se ne fanno un vanto. Per molte donne al tormento del caldo afoso si aggiunge il tormento di questi sguardi spavaldi e poi anche indagatori. Sembra che queste fanciulle in fiore si sentano superiori o forse si sentono immortali. Sono donne vanitose, superbe che pensano solo all’aspetto esteriore. Ognuno deve essere consapevole delle proprie azioni e non devo disturbare gli altri. Queste  donne forse ignorano che ci sono persone che vanno oltre l’apparenza e ignorano inoltre che la vecchiaia è una fase della vita che riguarda tutti, anche loro. Un giorno anche per loro tutto sarà diverso e allora capiranno.

 

Ester Eroli

 

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