L’impotenza di fronte alla morte

L’impotenza di fronte alla morteSpesso assistiamo impotenti, vulnerabili, alla fine del nostro mondo. Spazientiti vediamo morire sotto i nostri occhi all’improvviso, parenti e amici su cui magari facevamo affidamento, di cui ci fidavamo. Stentiamo a credere ai nostri occhi. Le uniche persone che si avevano, che ci facevano compagnia, in modo misterioso sono andate via e noi siamo disorientati. Resta solo la curiosità di sapere che fine hanno fatto. Ci sentiamo quasi responsabili della loro assenza e alla fine solo ci convinciamo che era destino. Ci sentiamo vittime del fato, abbandonati dalla vita piena di ostacoli.

In queste faccende sappiamo che non c’è rimedio. Ci ritornano alla mente le battute scambiate con queste persone, i pomeriggi trascorsi insieme, il loro talento naturale, le discussioni vivaci, la caparbietà di certi caratteri. Poi ripassiamo mentalmente, quasi in trance, il passato e scopriamo incomprensioni, dissapori, frasi taglienti usate solo per una esasperante ostentazione, seccanti divergenze di opinione, squallidi raggiri. In alcune case il governo lasciato in mano alle donne, a quelle più aggressive e indipendenti, ha prodotto gelosie, dissapori, antipatie, pregiudizi, pettegolezzi, pressioni, rivalità, antagonismi, invidie, critiche. Alcune donne si sono approfittate della nostra innocenza, ci hanno sedotto con le loro lusinghe, ci hanno mostrato scarso interesse. Abbiamo cercato di farci benvolere ma alla fine non abbiamo potuto fare altro che soccombere. In alcuni casi ci siamo allontanati, in altri abbiamo fatto finta di nulla ma con un atteggiamento rigido.

Nel rapporto durato tutta una vita non c’è mai stata una ventata d’aria fresca. Siamo rimasti costernati davanti a modi bruschi, a offese, a situazioni di enorme tensione. Ci siamo mostrati tolleranti in alcune circostanze, prevedendo il peggio, ci siamo difesi o addirittura siamo passati al contrattacco. Abbiamo pensato febbrilmente ma tenuto nascosto le emozioni. Alcuni comportamenti ci sono apparsi immorali. Tuttavia siamo rimasti affezionati alle persone, nonostante qualche sbigottimento.

Quando una lastra di marmo ha chiuso per sempre i rapporti e solo il silenzio è rimasto a unire anime divise, ci siamo resi conto che la comprensione era stata minata dalle ambizioni e dalle stupide gelosie. Troppo tardi ci rediamo conto che bisogna imparare ad amare senza condizioni, senza sopraffazioni e competizioni. Ai giovani bisogna imparare il valore del perdono e del rispetto.

 

 

Ester Eroli

 

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