Maggiori difficoltà

Maggiori difficoltàI tempi che viviamo ci spingono a una continua sfida e trasformandosi non tengono conto delle esigenze del singolo. Nonostante le nostre buone intenzioni eroiche di stare al passo con i tempi tutto corre troppo di fretta, rapidamente e ci impedisce di salire sul carro della modernità. Tutto scorre velocemente e non si ha neanche il tempo per decidere. Sono mutati i rapporti interpersonali, quelli sentimentali anche essi rosi dalla fretta, dalla distrazione, dall’indifferenza. Il mondo giusto è andato in pezzi e molti sono orgogliosi di questo, quasi contenti perché si è distrutto il vecchio sistema. Intanto con il nuovo sistema molte cose sono cambiate e si sono complicate. Gli ospedali sono stati chiusi, gli uffici postali vicino casa soppressi, le asl accorpate, le scuole e gli asili ridotti, le stazioni soppresse. Dove prima c’erano i treni diretti ora ci sono da fare mille cambi che fanno perdere tempo. Con commovente precisione è stata fatta terra bruciata. Le squallide periferie fanno da contorno a città in acciaio e vetro. Un anziano deve fare km per raggiugere l’ufficio postale, per l’arrivo di una lettera ci vogliono mesi. Intanto la popolazione italiana invecchia e i giovani volano all’estero per lavoro per non più tornare. Ai vecchi si richiede un perfetto uso di internet, facoltà tecnologiche che pochi anno. Pochi sanno armeggiare con pc e cellulari e vengono guardati con sguardo compassionevole come relitti umani. La famiglia che doveva fare da supporto è stata distrutta a picconate. Il progresso si direbbe che non guarda in faccia a nessuno, raramente si occupa dei miseri e dei tribolati, che continuano a essere più miserabili di prima. Prima almeno una lettera arrivava per tempo, un ospedale era ben funzionante. Alla rapidità di internet si contrappone la lentezza di tutto un sistema che impone di cambiare tre treni per raggiungere mete relativamente vicine. Questa società viziata deve fare i conti con assurde disfunzioni, con incomprensibili contrattempi. Si pretende molto dal singolo ma in cambio si danno solo disservizi. La pretesa di modernità di questa epoca si è rivelata apertamente falsa. Tutto precipita con estrema rapidità senza rimedio. Lentamente con passo felpato la modernità ci ha condotto nel baratro. Nessuno sa la causa di questo scempio, i colpevoli si accusano a vicenda. La modernità ci ha imbrogliato, ha trasformato il mondo in un campo minato, ci ha messo nei guai. In breve il mondo spontaneo e accogliente non esiste più. Prima c’erano i fattorini sui mezzi dove era possibile comprare i biglietti per la corsa, ora per comprare un biglietto bisogna pedalare con il rischio poi che la obliteratrice puntualmente non funziona. Il mondo che avevamo conosciuto spontaneo e accogliente, ordinato è divenuto teatro di una vita difficile al limite della sopravvivenza. Non si tiene conto di chi non può camminare o sentire bene. Per questa società bisogna essere efficienti e nel pieno delle facoltà mentali e nel pieno del vigore fisico. In breve si è perduta la saggezza. Con nostalgia ci vengono alla mente i treni con gli scompartimenti e la polizia che passava di continuo, ora i treni sono bivacchi, terra di nessuno. Se rivenisse un antenato scapperebbe via inorridito, nonostante la velocità di internet e le belle autostrade dove le indicazioni lasciano a desiderare. Le piccole stazioni ormai sono deserte o si trova solo un impiegato che risponde a monosillabi. Allora ci domandiamo perché la modernità complica invece di semplificare. Quale giovamento si ha se tutto è più difficile? . oggi veramente è tutto più difficile, infatti anche per fare un pieno di benzina bisognerà attraversare tutta la città, in base alle nuove normative. L’unica soluzione resta quella di ribellarsi, ogni tanto, tra una corsa e l’altra, in attesa di un bus che non arriva se non in ritardo.

 

Ester Eroli

 

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