Nomignoli

La gente del nostro tempo appare sempre poco serena, troppi impegni assillano la mente, molte sono le persone che ci appaiono ansiose e turbate. Alcuni soffrono addirittura di insonnia segno chiaro di una notevole inquietudine interiore. Nel buio infatti l’angoscia prende il sopravvento e stordisce la mente. Gli antichi terrori riemergono e fanno venire un sudore gelido.

Tutti sembrano allucinati, seccati, accigliati. In realtà siamo ubriachi di materialismo. Nel nostro cuore non cresce l’amore per gli altri ma solo il disprezzo, totale, ironico, inquieto, rapace.

Negli ultimi tempi  registriamo un nuovo fenomeno sociale che sta gettando le sue basi. E’ un fenomeno che attecchisce nel profondo e coinvolge tutti gli strati sociali. Si è diffuso il disgraziato vizio di apostrofare gli altri con degli appellativi, dei nomignoli turpi, osceni, poco lusinghieri, sprezzanti. Si chiamano gli altri con questi nomi sia davanti che alle spalle. Nel pronunciare il nomignolo notiamo ebbrezza e compiacimento. Una specie di delirio, di gioia malsana e ingrata. Un ragazzo claudicante per gli amici sarà lo zoppo, lo sciancato. Un ragazzo di colore, verrà soprannominato bongo. Un ragazzo grasso verrà chiamato palla, mongolfiera e via dicendo. Fra i ragazzi questa usanza è molto in voga, diventa uno sport trovare il nome da appiccicare al nuovo venuto del gruppo. Si mettono gli appellativi senza il permesso dell’interessato che dal giorno del battesimo verrà chiamato e ricordato agli altri solo con quel nome, dimenticando il più delle volte il reale nome di battesimo, che molti nemmeno conoscono.  Astutamente il nomignolo imposto ricorda il problema dell’individuo che non potrà così nascondere il proprio difetto agli altri. Una ragazza con le gambe storte poco visibili dovrà ammettere la sua imperfezione ben coperta da gonne lunghe  e pantaloni larghi. Il soprannome perseguita gli interessati che sono obbligati a fare i conti con esso ogni giorno. Spesso è pronunciato con rabbia, aspramente, con gioia selvaggia, con la volontà di umiliare. Il soprannome ingabbia, incalza invadente, diventa indecente. Persone senza coscienza imprudenti si lasciano andare a questo tipo di atteggiamento persecutorio. I giovani scrivono sui muri dei luoghi di ritrovo  persino il nome del malcapitato che tutti conoscono con quell’appellativo. Molti sono i giovani che restano male e si disperano, barcollano per la rabbia. Certi nomi vengono dati persino da amici, ma non è saggio comportarsi così con degli amici, è come rompere il patto tacito di amicizia.

Tuttavia il fenomeno scostumato sta dilagando man mano che aumenta la maleducazione. Ci sono stati dei casi anche a livello familiare. Ci sono stati zii che hanno trovato un divertente e offensivo appellativo al fidanzato della nipote, al figlio della cugina. Appellativi cattivi, volgari, inadatti. Molti sono stati apostrofati con  parole rivoltanti. I parenti parlando tra di loro hanno usato quel nomignolo  e spesso anche davanti agli altri apertamente.  Alcune volte l’interessato l’ha saputo altre volte magari no, le è stato riferito da altri. Le donne stesse si sono espresse con termini volgari come uomini abbandonandosi voluttuose  al disprezzo.

Questo è un costume che ha preso il sopravvento e che non si può nascondere . Sembra una cosa naturale, scontata, una pratica opportuna che ci lascia desolati. Ci chiediamo come siamo chiamati segretamente da certe persone. Alcuni si sbilanciato intaccando la sfera privata e personale, non solo l’aspetto fisico forse per il desiderio di fare un dispetto. Il bersaglio umano rimane triste e rassegnato. Non si ha tempo per andare a trovare un anziano ma si ha il tempo per ricorrere al soprannome. Si dimentica il compleanno della zia ma la si ricorda agli amici con il nome che gli abbiamo trovato dispregiativo e vile. I soprannomi si accumulano nella testa perché ognuno ha il suo neo che va comunque evidenziato.  Allora ci sono i capoccioni, gli imbranati, gli storpi, i cecati.

In realtà dovremo essere più ponderati e più maturi perché certe parole fanno male al cuore anche dette per scherzo.

 

Ester Eroli