Oltraggio

E’ un’idea radicata che per Natale bisogna divertirsi, mangiare molto, bere fiumi di spumante, ballare in attesa del nuovo anno. Il ritratto che ci viene fornito ogni giorno e che sta sotto gli occhi di tutti è quello di un Natale gaudente, festoso, fatto di regali di lusso, di alberi maestosi. Il divertimento sregolato sembra necessario. Ci si avventura in viaggi in terre lontane, in giochi, in feste goderecce. Tutti si comportano alla stessa maniera e tutti i ceti non vogliono privarsi di nulla. A natale ci si arrende a tutta una serie di tradizioni anche se nel vangelo non c’è traccia alcuna di pandori e torroni. In un batter d’occhio le scritture, la sacralità del natale è sfumata, è rimasto solo lo spirito del Natale consumistico, commerciale. I negozianti si organizzano al meglio per natale, per offrire il massimo ai clienti. Sembra che si mangi solo a Natale. Il natale è minacciato dalla irritazione, dalla stanchezza di riti pagani ripetuti. Nessuno ovviamente protesta per quieto vivere. Cerri comportamenti sopra le righe ci lasciano tuttavia attoniti.

Si sta diffondendo un altro modo, parallelo di festeggiare il natale, un modo che ha come base la dissacrazione. Un modo rozzo, violento, inaffidabile, distruttore, ostile, che crea disagio. Sembra impossibile ma sono sempre di più i casi di presepi abbattuti, incendiati, di alberi distrutti, sbattuti per terra, calpestati,  di luci infrante, colpite, di babbi natale aggrediti per le strade, di befane oltraggiate e disturbate. I simboli del natale sono bersagliati, annientati. In alcuni stabili delle grandi città dove sono stati allestiti presepi e alberi del condominio si sono verificati episodi sconcertanti. Gli alberi sono stati fatti a pezzi, gli addobbi buttati in cantina, per strada sotto la pioggia. Una provocazione senza precedenti. Episodi che si sono ripetuti senza tregua anche verso le stesse strutture. Ci lascia impressionati la crudeltà, la rabbia che si scatena. Gente che di notte si introduce nei locali e semina la devastazione, senza far rumore in punta di piedi. La gente si sveglia e scopre di aver avuto un affronto. Molti restano indifferenti, parlano di giovani scapestrati, di teppisti, di gente diversa. Tuttavia questi giovani sono pur figli di qualcuno. Ci chiediamo come siano stati educati. In fondo si può anche non credere ma il rispetto degli altri è fondamentale. Strano che famiglie cattoliche hanno prodotto questi mostri. Di solito i musulmani sono molto più precisi nell’educazione religiosa dei discendenti  e questo è un punto di forza che va a loro vantaggio. La fede accomuna, ma in occidente sembra dividere, creare tensioni. Molti dicono che sono bravate a cui non si deve dare peso, non ci si deve lamentare,  ma intanto si scopre che queste cose in passato non erano mai accadute. Allora perché ora si scatenano? Perché non c’è più educazione, ma solo prepotenza, sopraffazione, ironia.

Le nuove generazioni distruggono ma purtroppo non offrono nulla in cambio solo aridità del cuore.

 

Ester Eroli