Patofobia

Negli ultimi tempi siamo ossessionati da molte paure, paura del nuovo, del diverso, paura per gli attentati, per il terrorismo, per il futuro. Si sta diffondendo un altro malessere sociale, che dilaga a macchia d’olio e coinvolge molte fasce sociali, non solo gli anziani ma anche la popolazione in età matura ossia fra i quaranta e i cinquanta anni. Spesso coinvolge anche trentenni. I fallimenti sociali, le depressioni, la mancanza di rassicurazioni provocano una nuova patofobia ossia la paura ossessiva e maniacale di contrarre malattie. La preoccupazione infondata di avere malattie gravi induce molti  a ingigantire e sopravvalutare i sintomi più banali come una leggera tosse. I soggetti affetti da tale disturbo intensificano le visite mediche e i controlli, le analisi cliniche, le lastre.

Quelli più ossessivi non ritirano le analisi personalmente per non leggere da soli il responso e delegano ad altri. Aspettano giorni prima di sapere l’esito. Si avvicinano sempre cautamente alle diagnosi per paura di avere delle brutte notizie.

In passato c’erano degli esempi di soggetti affetti da patofobia e si credeva che fosse coinvolta la fascia addominale.

In realtà la patofobia è un disturbo mentale, della psiche, una patologia da non sottovalutare. Una specie di sindrome nevrotica dai risultati nefasti. Molti infatti finiscono per ammalarsi sul serio e arrivano ad avere per l’ansia deliri e allucinazioni, dolori muscolari, dolori addominali, palpitazioni, sudorazione, problemi gastrointestinali.

Molti si imbottiscono di pillole in ogni ora del giorno. Cercano pillole per ogni dolore anche il più insignificante.

Con ogni probabilità si tratta di un meccanismo di difesa che attua l’organismo per combattere i pericoli esterni.

Tuttavia dobbiamo constatare che sono i mali interiori i più difficili da individuare e gestire. Ognuno dovrebbe puntare oltre alla salute del fisico anche a quella dell’anima che invece viene trascurata. Ci si accorge di essere depressi troppo tardi quando ormai il male è in uno stato troppo avanzato. Certe patologie provocano anche danni sociali.

 

Ester Eroli