Promesse vane

I tempi che viviamo sono dominati dalla fretta. Il tempo incalza sferzante e non ci si accorge nemmeno di vivere. Non ci si rende conto che non si ha tempo per nulla, nemmeno per andare dal parrucchiere. La vita è un’aspra salita che ci toglie l’orientamento. Ognuno si perde tra gli inganni del tempo. Non c’è spazio neppure di pensare al dolore fisico che va arginato e abbattuto.

I giovani si ripiegano su stessi, pensando solo agli stordimenti del divertimento, unica salvezza. La loro serenità sta solo nell’allegria, nell’alcol, nelle discoteche. Brontolano se devono fare qualcosa in casa o una faccenda domestica. Sono rari i giovani che si soffermano a raccogliere i lamenti di un anziano. Gli anziani sono guardati con pietà non aiutati. Anzi ci sono giovani che ridono, si rallegrano dei patimenti degli anziani. La loro beatitudine sta nel prendere in giro un vecchio, un mendicante sporco. Indugiano nel deridere gli anziani anche quelli di famiglia, definiti lenti e incerti.

I nipoti non mantengono mai la promessa di visitare spesso i nonni. I giovani si stancano di visitare i vecchi forse perché hanno orrore della solitudine della vecchiaia che rappresenta una minaccia a cui non vogliono pensare. I nipoti rimediano alla loro assenza magari con bei regali a natale o per il compleanno. Gli anziani con il loro triste dolore non sono un buon esempio per i ragazzi. I nonni camminano piano, sono doloranti e non scattanti, passano i giorni in poltrona. Allora è meglio lasciarli a se stessi, fuggire. I vecchi inquieti, smarriti, con le loro idee fisse,  si sono abituati a stare soli con le loro abitudini. Si lamentano degli acciacchi con la gente che incontrano anche per strada. Ogni momento è buono per sfogarsi.

Per i giovani la visione di un vecchio è irritante. La vecchiaia è un incubo che vogliono tenere a bada. I ragazzi amano stare lontano dalla malattia, dalla vecchiaia, dalla morte.

I nonni sono lasciati a se stessi, perduti mentre i nipoti cercano lo sballo, lo spinello quotidiano, la libertà .  Spesso i nonni cercano i nipoti ma sono ricerche infruttuose, il cellulare è spento.

I nonni vengono già fatti morire prima. E’ come se non esistessero già più. I giovani non si accorgono di perdere gli insegnamenti, la saggezza, la pazienza dei vecchi.

Quando poi il nonno muore si pentono di non aver avuto con lui un estremo colloquio dato che il nonno era sempre ben disposto. La morte arriva in poco tempo e distrugge ogni cosa senza guardare in faccia a nessuno. Come per uno scherzo del destino ci si ritrova in Grecia in vacanza senza la possibilità di andare al funerale del parente, dello zio, del nonno. Allora ci sente responsabile.

L’amore dimostrato post morte non ridona purtroppo pace all’anima alterata dal dolore.

 

Ester Eroli

 

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