Quito

Nella capitale dell’Equador, divisa in zone metropolitane, troviamo molte particolarità e curiosità di notevole interesse. Non a caso è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 1978.  i suoi filobus sono un esempio di lotta all’inquinamento.

Possiede ben 16 monasteri, 40 chiese, 12  musei dove prevale lo stile barocco, con  tracce spagnole, indigene, moresche, arabe, fiamminghe, europee.

La prima particolarità è data dalla chiesa di santo Domingo, in piazza dell’indipendenza, dove si trova la tomba del leader della rivoluzione locale contro il dominio secolare spagnolo. All’interno troviamo una interpretazione locale dei testi sacri, infatti nell’ultima cena di Cristo compaiono dei porcellini d’india mai citati nemmeno nelle sacre scritture. L’interno è nato dalla fusione di stili diversi arabi, europei, indigeni. Sulla piazza indipendenza troviamo la raffigurazione del condor che combatte con il leone, simbolo della lotta del popolo contro l’oppressone spagnolo simboleggiato dal leone prevaricatore.

A quito troviamo molti parchi come quello metropolitano che è considerato il polmone verde della città . Il più importante è quello della carolina. Sono 67 ettari. All’interno troviamo un tempietto buddista e il simbolo del condor.  Si trovano piste ciclabili, campi di calcio, giochi infantili, parcheggi, un maneggio per cavalli dove si possono affittare . Nel giardino botanico sono presenti le orchidee, e esemplari di piante equatoriali. Nel rettilario si trovano molti serpenti nel loro habitat naturale.

La particolarità più autentica si trova nel museo di scienze naturali dove si trova il parco dei  dinosauri meccanici. Mega mammiferi mobili a grandezza naturale. Un’altra particolarità il museo della medicina inaugurato nel 1983 dallo stesso ministero della cultura.

 

Ester Eroli