Rapporti moderni di parentela

Rapporti moderni di parentelaPer destino ognuno di noi si ritrova ad avere un certo numero di parenti. Come in un copione standard ognuno si ritrova ad avere zii, cugini, nipoti, nonni. Gli amici invece li possiamo scegliere, sempre con cautela, anche se qualche volta ci buttiamo a capofitto nelle nuove relazioni e siamo disposti a correre dei rischi. In passato le famiglie avevano più contatti e per loro era una gioia incontrarsi. Le relazioni erano ricche di sentimento. C’era rispetto per i vivi e per i morti della famiglia. Le questioni familiari, anche le più spinose si affrontavano con delicato garbo, in modo pacato, lieve. Di fronte a una cattiva azione ci si arrabbiava, ma si cercava con discrezione un compromesso, una soluzione. In altre parole la famiglia veniva prima di tutto, si difendevano le persone di famiglia, si era orgogliosi di appartenervi, si dava fiducia ai suoi membri, si cercava di chiarire i dubbi, ci si consultava prima di prendere una decisione, si era pronti a combattere per lei, le magagne venivano messe a tacere, ci si comportava in modo gentile, cortese, le pecore nere venivano illustrate agli altri come persone insospettabili e distinte. Si piangeva in famiglia in caso di lutto, avversità, preoccupazioni, si rideva per feste, promozioni, nascite. Non c’era mai totale indifferenza, rabbia, tono velenoso, aria di sfida. Ora i rapporti sono divenuti labili, incerti, sono stati stravolti. Alcuni parenti sono divenuti pronti a ingannare, a minacciare, a essere ingrati, a vendicarsi, a prediligere l’intrigo, la menzogna. E’ venuta meno la spontaneità. I rapporti sono freddi, impacciati. Non si riesce a conquistare il cuore di un parente, il suo calore, la sua fiducia, la sua approvazione devota e affettuosa. Di fronte al comportamento indecoroso e inaspettato di un parente si esprimono opinioni negative, con energia si ripudia il soggetto senza sentire le sue giustificazioni. Di fronte a certi atteggiamenti si scrolla solo la testa in segno di disapprovazione o si esprimono giudizi usando parole volgari o si tace fingendosi sordi. Le risposte di fronte a certe domande non sono mai naturali. I parenti laboriosi, metodici vengono ugualmente criticati e guardati con una espressione ironica. Ognuno crede di poter badare a se stesso e di non avere bisogno di nessun parente. Il rifiuto dei parenti stretti diventa una condizione naturale, una inclinazione dello spirito. Alcuni temono addirittura l’ingerenza dei parenti nelle loro questioni pratiche, nei loro affari. Anziani lasciano la loro eredità alle badanti per non fare testamento in favore dei parenti. Un giorno forse torneremo in noi, capiremo che nessun parente ci vuole veramente avvelenare. E’ un peccato veramente non fidarsi più della propria carne.

 

Ester Eroli

 

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