Salotti

In passato c’era una cura speciale per la cultura. C’erano molti artisti che avevano modo di farsi conoscere attraverso l’interesse di un mecenate. Il mecenatismo era molto diffuso. C’erano le corti principesche che accoglievano artisti e scrittori provenienti da varie nazioni. All’interno delle corti c’erano corruzione, depravazione, invidia, vendetta, dramma, disgusto ma anche onestà nei confronti dell’arte e rispetto. L’arte veniva divulgata, l’artista non si sentiva frustrato, e veniva accettato anche in ambiti internazionali.

Un tempo c’erano poi i cosidetti salotti buoni, ossia case private di persone più o meno importanti che aprivano le porte a scultori, professori, filosofi, scienziati. All’interno delle case, dei salotti si svolgevano interessanti discussioni utili per progredire nel cammino del sapere in generale. C’era uno scambio proficuo di opinioni, nozioni, notizie. Quadri giudicati mediocri a un primo giudizio frettoloso  dopo una attenta analisi e discussione divenivano piacevoli e pregiati agli occhi di molti. Abiti di case di moda considerati ridicoli, spenti divenivano oggetto di culto. Molte donne venivano stregate dal fascino di certe collezioni. Nei salotti opere giudicate importanti dalla massa divenivano insignificanti.  A ogni artista veniva riconosciuta la sua specialità a ogni opera la sua caratteristica, questo per un amore sacrosanto e disperato, disinteressato per l’arte.

Ora assistiamo alla scena dolorosa della mercificazione dell’arte. Non ci sono più i salotti e un artista per farsi conoscere è costretto a mendicare attenzione come un barbone per strada. La gentilezza, il rispetto verso l’arte si è perduta. Artisti originali e bizzarri vengono definiti stupidi. Si seguono solo i gusti delle masse. Sono osservati speciali sono certi personaggi che fanno tendenza per il loro stile di vita piuttosto che per le proprie fatiche. Opere che sono uno schianto vengono respinte perché non possono avere pubblico con grande dolore del compositore. Molti artisti restano chiusi nelle loro case, sono ombre evanescenti. Restiamo annichiliti quando vediamo salire un nuovo astro magari selvaggio e ribelle, ma adatto perché asseconda il gusto dei giovani. Sussultiamo nel vedere stimate persone dalla vita sregolata. Non ci sono ovviamente gli ingredienti miracolosi per fare una buona opera.

Dovremo rivolgere una misteriosa preghiera per avere ancora i vecchi salotti. Ne sopravvive ancora qualcuno dove si parla di arte con calma ardente. Non serve solo la tv occorre avere a disposizione anche i vecchi salotti.

Molti artisti si vendicano della scarsa considerazione in cui sono tenuti producendo solo per i propri familiari e amici. Si sta diffondendo un’arte casalinga che non varca i confini del portone di casa.

 

Ester Eroli