Salve (LE)

salve-leNel basso Salento a 61 km da Lecce, sul versante ionico vicino al litorale, il mare si trova ad ovest, troviamo Salve un comune il cui nome deriva da un centurione romano di nome Salvius. Il borgo ha origini antichissime come mostrano i numerosi dolmen ritrovati nella zona ricca di interessanti scavi archeologici e le antiche fortificazioni. Il clima mediterraneo arricchisce questa zona di ulivi, viti, noci, carrubi, piante di lentisco, piante rare come la orchidea selvatica. Le chiese sono numerose come san Nicola a una navata del sesto secolo, restaurata nel 1577, sulle rovine di un tempio dedicato a Giano il dio bifronte a cui è stato dedicato il mese di Gennaio. La facciata ha subito un rifacimento nel 1950. L’organo è molto prezioso e risale al 1628. Sant’Antonio invece è stata fatta nel novecento e ha una pianta a croce latina rovesciata. La facciata è realizzata con la famosa pietra leccese. San Biagio del 700 ha una navata e all’esterno riporta lo stemma del comune una colomba bianca che porta in bocca un ramoscello  e le architetture militari . Il palazzo Corida è sede della biblioteca comunale, fulcro delle molteplici iniziative culturali locali. La zona affascina per la presenza di molte masserie e di un frantoio ipogeo del seicento scavato nella roccia in cui si possono ancore vedere le cisterne, le macine, le botole, i torchi  usate nel passato per la produzione. Negli stretti vicoli, fra i palazzi nobiliari si si può imbattere in un grazioso bistrot detto le beccherie dove si possono gustare in  tranquillità i vini e i prodotti del luogo come le orecchiette, le focacce rustiche, i formaggi, gli involtini di melanzane, i crostini con face e pecorino . I vini sono di Gallipoli e non solo, ci sono i negramaro i primitivi sia rossi, bianchi che rosati. Le cento etichette proposte sono un viaggio nel territorio.  Situato in piazza della repubblica il nome deriverebbe da quello  antico della piazza in cui un tempo si radunavano tutti i macellai della zona. Sotto le antiche  volte si possono gustare vini delle cantine locali, te, distillati, cioccolate, tisane, infusi. In una atmosfera intima si può ascoltare musica e partecipare a giochi di società. I menù sono di volta in volta diversi a seconda della stagione  e per stuzzicare il palato.

 

Ester Eroli