Sparizioni

Negli ultimi tempi  ci siamo resi conto che il mercato dei prodotti e della pubblicità è spietato e selettivo. I mercati spiano i comportamenti umani, dei cittadini e tengono d’occhio abitudini, tendenze. Fanno lavorare il cervello per indagare sui gusti dei consumatori. Ricorrono a spiare siti, a  espedienti. I giovani soprattutto vengono spiati in quanto rappresentano il futuro. Vengono fatte domande a trabocchetto persino nei siti dove è possibile incontrare tanta gente. Siamo spiati, studiati, guardati a vista. La pubblicità è una macchina complessa. Tutto ruota intorno al business. Si fa la pubblicità di alcuni prodotti che poi sono nocivi. I grandi manager del marketing sono dei pescicani a caccia di prede. Nei supermercati si ricorre persino alla musica per indurre a comprare. Le nostre scelte sono valutate, controllate. Tutto è sorvegliato.

Tuttavia ci rendiamo conto che spesso spariscono dal mercato prodotti validi che andavano alla perfezione in quanto non avevano difetti. Prodotti di livello cancellati con rapidità dal mercato. Sotto il naso ci vengono sottratti ogni giorno prodotti gradevoli che non ritroveremo mai più.

Un bel giorno ci lamentiamo di non trovare più il nostro profumo preferito, soppiantato da altre marche, i nostri fazzolettini di carta profumati,  i coltelli per tagliare la carne. I prodotti spariscono dalla circolazione come per magia. Il mercato tutto concentrato ai bisogni della gente furbescamente sottrae i prodotti migliori.

Ci chiediamo se era un prodotto scadente, se eravamo solo noi interessati all’acquisto, se la fabbrica a chiuso per fallimento. Ci rendiamo conto che altri consumatori si lamentano per la sparizione improvvisa dagli scaffali. Nessuno si preoccupa di chiedere, di denunciare il fatto. Tutti si orientano verso altri prodotti, tanto c’è l’imbarazzo della scelta. Spesso tolgono dei prodotti volutamente per consentire l’acquisto di altri simili che vanno via meno. Sono giochi di mercato condotti sulla nostra pelle di ignari consumatori. I capi seguono l’ambizione, seguono le mode.

Noi consumatori restiamo indietro, ripensiamo a tutti quei gelati, biscotti che tanto ci piacevano ma che ora non  si producono più. Magari ce ne sono altri più scadenti che hanno soppiantato gli altri.

Noi consumatori davanti alla sparizione di un prodotto buono, di marca dovremo fare sciopero, ostruzionismo, non comprare altri prodotti affini, magari di pregio ma non uguali a quelli a cui ci eravamo affezionati.

Il mercato cambia sempre a capriccio ma noi consumatori dovremo essere più duri e farci rispettare.

 

Ester Eroli