Svuotare

Molti sono gli scrittori del nostro tempo. Ci sono giovanissimi che partecipano ai concorsi letterari con slancio e entusiasmo. Sono assidui frequentatori di concorsi, radio locali e tv. Sono partecipi attenti nell’universo letterario. Mostrano al mondo la loro arte appena sbocciata. Ci sono concorsi europei che hanno lo scopo di scoprire talenti con pazienza e coraggio. I giovani emergenti danno filo da torcere alle vecchie guardie che forse sono un po’ gelose.

Questi giovani scrivono per evadere, spesso per se stessi senza pentirsi. Rimestano con freddezza argomenti attuali come la violenza alle donne, la criminalità, la guerra. La scrittura deve certo denunciare storture sociali e comportamenti scorretti. Deve prendere per mano il lettore e portarlo nei meandri del male dove si annida la perfidia e il malaffare. I mali del mondo vanno discussi e condivisi per trovare una soluzione insieme. Del resto lo scrittore soffre per i mali della società., per la mancanza di comprensione.

L’occupazione preferita dei giovani scrittori è parlare di filosofia, di quotidianità esponendo il proprio punto di vista.

La scrittura deve anche essere sorpresa, deve tuffarsi anche nei ricordi non solo nel presente.

I giovani devono imparare anche a tirare fuori con coraggio le proprie verità nascoste, i propri crucci, difetti, fissazioni, soprusi, dileggi, manie. Devono spifferare quello che non hanno mai osato raccontare neppure alla propria madre. Devono tirare fuori ostentazioni, sopraffazioni, inganni, dolori, atrocità, crudeltà. Infatti la nostra libertà finisce dove comincia la crudeltà degli altri.

Lo scrittore giovane deve imparare a vuotare le proprie soffitte con accanimento, senza peli sulla lingua per arrivare a dire il non detto, quello che nessuno osa raccontare per paura, rabbia, viltà, soggezione.

 

Ester Eroli