Tipo di studi

Tipo di studiAi figli spesso si impone di portare a termini gli studi. Molti giovani vengono rimproverati per la loro trascuratezza nel campo dello studio. Chi non studia viene considerato indolente e vile. Per molti genitori e famiglie la riuscita professionale dipende molto dagli studi intrapresi. I figli talvolta si rifiutano di studiare, lo considerano un inutile dovere che non garantisce il futuro. Per i giovani il lavoro migliore è quello che consente un lauto guadagno, il resto non conta. La loro incostanza li porta a fare più cose contemporaneamente senza impegno profondo. I giovani preferiscono coltivare hobby come la musica, la pittura, anche se gli artisti sono considerati per lo più, quindi anche dalla stessa famiglia, come dei ribelli, confusi e strani, come dei diversi che non andranno da nessuna parte. Quello che conta per i genitori è avere un figlio in carriera, che magari è partito dal basso, per potersi vantare con i parenti e con gli amici. Spesso nelle discussioni familiari si prediligono gli studi scientifici a quelli classici. I nipoti che fanno il liceo classico sono considerati a inferiori agli altri. Il liceo scientifico, gli istituti tecnici e professionali sono considerati migliori. Le persone che studiano storia, filosofia, filologia sono visti come intellettuali che perdono tempo. Ai nostri giorni contano gli studi economici. Chi studia economia ha una marcia in più. Occorre interessarsi necessariamente di borse, di mercati, di bot, di aste, di recessione, di costi e ricavi e imparare presto il linguaggio della scienza e dell’economia. Gli studi economici spalancano le porte del lavoro, dell’attività incentrata solo sui numeri. Chi studia materie umanistiche resta indietro con una grande rabbia nel cuore, alla fine si lascia andare, accetta lavori di altro tipo. Gli studi umanistici vengono scelti da persone considerate pigre e oziose, prive di volontà e spina dorsale, indolenti e troppo rilassati . Un figlio poeta fa tenerezza ma alla lunga si preferisce un figlio dotato di senso pratico. Le parole non servono, contano i dati. Senza entrare troppo nei particolari ci rendiamo conto che ai giorni nostri, nello sbandamento generale, si educa alla mente matematica, che ha miracolosi poteri benefici. Le menti intellettuali sono un esercito che non serve molto. Nelle scuole si prediligono i numeri, non si insegna la meditazione, il rispetto degli altri, l’amore universale, la crescita dell’anima . Gli insegnamenti moderni non hanno nulla di spirituale. Gli istinti bestiali non sono arginati. Non ci meravigliamo allora delle reazioni. Dobbiamo accettare tutto: un figlio che scappa di casa senza avvisare i suoi genitori, un bambino che ruba in classe come niente fosse, un automobilista che non soccorre la persona investita, un fidanzato che uccide freddamente la ragazza, un ragazzo che importuna le donne per la strada. In futuro avremo grandi manager della finanza ma con il cuore arido. Non dimentichiamo che chi ha il cuore arido spesso è capace di tutto.

 

Ester Eroli

 

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