Trentacinque anni con gli anime giapponesi

Trentacinque anni con gli anime giapponesiSono passati trentacinque anni dall’arrivo sui teleschermi italiani dei cartoni animati giapponesi, con Heidi e Atlas Ufo Robot, meglio noto come Goldrake: queste storie animate provenienti dal Paese del Sol levante hanno fatto capire che l’animazione è un mezzo per raccontare ogni tipo di storia, dalla fantascienza al romanzo storico, per parlare di tematiche forti e anche scomode come pacifismo, amore, odio, sesso, passione, omosessualità, per creare un immaginario potente e variegato, che ha le sue radici nella cultura tradizionale giapponese ma che ha saputo integrare anche altre culture, miti e leggende.

Gli anime andati in onda tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta sono entrati nell’immaginario anche di chi poi non ha continuato a seguirli come appassionato, o meglio come si dice nel gergo otaku: i manga sono poi arrivati nelle nostre edicole, fiere e fumetterie, nuova tipologia di libreria che si è diffusa a partire dagli anni Novanta, circa una quindicina d’anni dopo gli anime, installandosi come filone e tipologia di fumetto e portando a decine di pubblicazioni mensili.

Le serie animate, i film d’animazione e gli OAV (Original Anime Video)  sono usciti essenzialmente per il mercato dell’home video, perché al cinema l’animazione giapponese, anche quella di grande qualità come i bellissimi film di Hayao Miyazaki, resta un fenomeno di nicchia. Negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, quando la maggior parte delle famiglie aveva la tv in bianco e nero, ci fu un discreto seguito per i film di montaggio con pezzi di episodi di Heidi, Goldrake, Jeeg, Candy Candy, ma l’animazione giapponese al cinema non attira le folle che manga ed anime attirano alle fiere e in tv.

In questo momento nelle sale c’è Kiki consegne a domicilio, capolavoro del 1988 di Hayao Miyazaki, deliziosa fiaba in atmosfere steam punk, già uscito in vhs e dvd una decina d’anni fa, e il 29 maggio tornerà per un solo giorno nelle sale cinematografiche Akira di Katsuhiro Otomo, il film del 1988 che ha fatto diventare manga ed anime un fenomeno non solo per bambini, in una nuova versione restaurata, per riscoprire quello che è stato dichiarato uno dei migliori film di fantascienza di tutti i tempi, insieme a Blade Runner, Alien e Matrix.

Akira sarà il primo di altri anime che verranno proposti, tra cui Madoka Magica, Evangelion 3.0 e Wolf children, per portare man mano anche al cinema un immaginario che altrove funziona benissimo.

La passione per manga ed anime ha influenzato disegnatori occidentali delle nuove generazioni, ha ispirato siti, è stata al centro di saggi e dibattiti, è alla base del fenomeno del cosplay e di vari modi per stare insieme. Solo, c’è da sperare che le fiere del fumetto non vengano contagiate da fatti gravi come la rissa che è accaduta al Napolicom tra il 25 e il 28 aprile. Certa gente che non centra niente con l’immaginario dei fumetti farebbe meglio a stare alla larga da posti dove non si incita alla violenza ma dove si vogliono costruire percorsi tra fantasia e realtà, rispettosi di tutte le diversità.

 

Elena Romanello

 

Kiki – Consegne a domicilio – Trailer italiano

 

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