1 luglio 2001 (Romanzo epistolare)

Una vita difficile romanzo epistolareTi scrivo dopo aver fatto questo fantastico viaggio nella splendida terra di Francia. L’abbiamo fatto a fine Giugno. Per me giugno è un mese importante, come ti ho già scritto. Lo so che vuoi un resoconto dettagliato. Siamo andati in treno non in aereo. Il pellegrinaggio in treno è più coinvolgente, più commovente. Durante il viaggio infatti abbiamo intonato canti melodiosi e pregato devotamente concentrati. La gente in treno non è sfuggente, è cordiale, sorridente, benevola. A un certo punto mi sono detta: ma questi angeli da dove sbucano? C’era un’atmosfera particolare, celestiale. Ero al settimo cielo. Sul treno c’erano altre persone con problemi accompagnati da medici e volontari. Quest’ultimi erano attivi, avevano una parola di conforto per tutti, erano solidali, si facevano in quattro per distribuire i pasti, per aiutare quelli più disagiati. La prima tappa l’abbiamo fatta al confine a Ventimiglia. Io sono stata aiutata da mille mani amiche, da giovani volontari dal viso pulito. Mi sono ricreduta sui giovani. Ci sono ancora persone buone, giovani altruisti, certo bisogna cercarli nei posti giusti. Io avevo frequentato i posti sbagliati o ero stata sfortunata a non incontrare persone valide nel mio cammino. Certo una brava ragazza la puoi trovare in una associazione, in un circolo sportivo. Spesso però anche la gente conosciuta per caso, per la strada può essere ottima. So per certo che molti ragazzi non considerano molto le ragazze conosciute in un locale notturno, le prendono in considerazione solo per un eventuale avventura, eppure io ho incontrato brave ragazze che andavano a divertirsi in locali notturni senza fare nulla di male. Spesso abbiamo dei pregiudizi. Io sul quel treno mi stavo aprendo al prossimo. Dopo aver viaggiato tutta la notte e fatta tutta la costa azzurra, siamo giunti a destinazione.