11 Giugno 2000 (Romanzo epistolare)

Una vita difficile romanzo epistolareHo fretta di cominciare la narrazione, non sto nella pelle. Tieni conto che per me costituisce uno sfogo, finalmente potrò dire quello che per anni mi sono tenuta dentro, tirarlo fuori mi farà senz’altro bene.

Mia madre era una ragazza molto appariscente, vistosa. Era l’ultima figlia e la sola femmina, aveva due fratelli più grandi. Era quindi capricciosa e viziata. I genitori erano benestanti, gestivano un grandissimo albergo in una località di mare. Finiti gli studi, si era diplomata maestra, aveva deciso di collaborare con i familiari. L’albergo dava da fare sotto tutti i punti di vista, era un vero porto di mare. Un giorno capitò in quell’albergo un giovane che faceva parte di una squadra di pallavolo. Era giunto fin lì per disputare un importante partita. Non era assolutamente bello, anzi direi quasi insignificante, con un carattere testardo, duro, scontroso e ombroso. Naturalmente rimase folgorato dalla bellezza di Carla, mia madre. Purtroppo è sempre la bellezza la molla che spinge gli uomini a corteggiare una donna e mai altre qualità, che per loro, per assurdo, potrebbero anche non esserci. La donna deve essere sensuale, provocante, avere un bel seno, bei fianchi, e l’interiorità? A quella si pensa dopo, molto dopo quando ormai è successo l’irreparabile e ci si è resi conto che la persona scelta non era quella giusta. Al corteggiamento di Roberto Carla rimase insensibile. Era molto vanitosa come tutte le belle donne, che sanno di esserlo, perché sono ammirate. Lei aveva uno stuolo di corteggiatori che stuzzicava per sentirsi al centro dell’attenzione ma che non considerava. Di solito li respingeva tutti, naturalmente dopo averli illusi. Concentrava tutta la sua attenzione sul fisico, vestiva in modo mondano, elegante, seguendo fedelmente la moda dell’epoca. Era maniacale la sua attenzione al look. I capelli erano curati, il trucco perfetto, gli abiti impeccabili, i tacchi rigorosamente alti. Non pensava certo a curare l’anima, era indifferente ai problemi altrui, si mostrava cinica. Era spietata con le altre donne, che considerava tutte potenziali rivali. Solo lei doveva ricevere i complimenti dei giovanotti. Per Roberto conquistare quella donna significava mostrare agli amici il suo valore. Fece anche una scommessa con gli amici. Spesso, come vedi, si viene al mondo per ragioni futili, come può essere una scommessa fra amici oziosi e spavaldi. Se quella scommessa fosse stata persa io non sarei nata, sarebbe stato meglio. Roberto si era fissato con Carla, la voleva a tutti i costi, per poterla esibire come un trofeo, per poter cantare vittoria e dire a voce alta: E’ MIA. Dietro infatti all’amore c’è sempre l’egoismo, il desiderio di possesso. Quella donna accendeva la sua fantasia, gli faceva venire la febbre, lo faceva tremare come un bambino. Era una ragazza affasciante, con quell’aria sfrontata, con lo sguardo altero, il portamento superbo. Ma soprattutto colpiva il suo seno florido sempre esibito con camicette scollate dai colori sgargianti. Per vendere bisogna mostrare il corpo come una merce. Ci sono belle ragazze che nessuno nota proprio perché vestono in modo semplice. Ciò che colpisce un uomo è la bellezza unita alla provocazione e all’aggressività. Difficile che un uomo scelga una donna mite, dolce, tranquilla. All’inizio l’uomo crede di dominare ma in certi casi dopo sarà lui quello dominato da queste donne vipere, altezzose e superbe. Sono donne spietate e perfide, capaci di tutto, che vanno diritte allo scopo. Mia madre era una di queste ma non riuscì a vincere su mio padre. Si può dire che sia stata io a modificare la sua indole. Mia madre si ammorbidì molto tempo dopo di fronte alla mia malattia. Come vedi non tutti i mali vengono per nuocere. Forse io sono stata lo strumento della sua redenzione. La cosa grave era che mia madre oltre ad essere bella era anche ricca e i soldi, come sai, danno alla testa. Roberto non aveva certo bisogno di denaro, era ingegnere e lavorava già per una rinomata società. Ci sono infatti anche matrimoni per interesse, ma in questo caso era una unione per passione e sesso. Mi vergogno a dire certe cose, ma Roberto era attratto sessualmente e voleva quella donna nel suo letto a tutti i costi, voleva stringerla, baciarla, possederla. L’amore come sentimento forse esiste ma in casi molto rari: quando le persone coinvolte sono molto sensibili e nello stesso tempo fragili. Quando una persona è innamorata seriamente è più vulnerabile. Roberto credeva di essere innamorato, perché pensava costantemente all’oggetto del suo desiderio. Spesso scambiamo l’amore per una semplice passione, ma la passione non è amore. L’amore è sacrificio, dedizione, rispetto dell’altro, altruismo. Amore significa fare esclusivamente il bene dell’altro anche a costo di rimetterci in prima persona. Amare significa annullarsi nell’altro, perdersi, fondersi con l’altro, morire, se è necessario, per l’altro. Oggi per amore si intende una passione, un’attrazione fisica che di solito ha vita breve e si esaurisce miseramente. Ripenso alla poesia amore e morte di Leopardi e alla frase di una poesia di un mio grande amico di penna: l’amore è tutto ciò che non finisce. L’amore è eterno. Ora si segue un’altra logica: ti amo finchè sei bella, se ti ammali o ingrassi non fai più per me. Se poi trovo un’altra persona più avvenente e più giovane posso lascarti. Si deve restare sole comunque, allora una donna ci resta dall’inizio almeno ha il cuore salvo e non soffre. Ma l’amore ha mille volti e solo chi l’ha provato può capire. Apparentemente l’amore di Roberto sembrava un grande amore. Carla era invece schiva, scostante, dubbiosa. Era quello il suo gioco e si era abituata così. Del resto nell’amore vince chi fugge e lei voleva vincere quindi farsi desiderare, tirare la corda.