Abbandoni estivi

L’estate è caratterizzata dal riposo, dallo svago, dal divertimento spesso sfrenato, specie per adolescenti e giovani. E’ una stagione di viaggi, di incontri, di libertà, di serenità. L’estate viene sempre idealizzata perché magari è la stagione degli amori più passionali. L’estate è anche il momento degli abbandoni, degli addii. Molti animali vengono lasciati sulle strade, nelle autostrade, nei parchi cittadini. Si tratta di cani, di gatti, di uccelli che sperimentano la solitudine, il distacco, il rifiuto. I padroni, pur di andare in vacanza, si disfanno degli inutili animali come ingombri. L’estate è anche il momento di maggior solitudine degli anziani. Molti di loro vengono lasciati soli negli appartamenti assolati di città, nelle case di riposo dai corridoi grigi, parcheggiati negli ospedali, nelle cliniche private, negli ospizi senza luce, nelle seconde case, con le badanti straniere. Nella corsa alla vacanza qualcosa viene lasciato indietro, allontanato, dimenticato come un’agenda lasciata sulla scrivania in tutta fretta. Del resto la malattia, la vecchiaia fanno paura  e nessuno vuole portare con sé in luoghi fantastici, di sogno il ricordo del declino, del tramonto. Si possono godere i tramonti in tutti i posti della terra ma non il tramonto rosato della fine della vita. La vecchiaia va tenuta  a bada, fuori della porta di casa. Un giorno busserà anche per noi e forse ci coglierà impreparati. Nei comuni si organizzano centri anziani e si fa di tutto per salvaguardare la terza età, che hai i suoi aspetti positivi. Infatti nella terza età ci accorgiamo che anche le persone più arroganti, che in passato erano velenose e turbolente caratterialmente si addolciscono. Durante la vecchiaia gli occhi diventano più teneri, la voce meno squillante, l’abbraccio più affettuoso, la stretta di mano meno sfuggente, la mano più aperta ai bisogni. Nella fase finale della vita il carattere diventa meno spigoloso. Le persone diventano più comprensive, meno isteriche e maligne. Una tenerezza nuova prende il nostro animo quando vecchi zii ci salutano con le mani tremanti e gli occhi gonfi di pianto. Si piange per ciò che non è accaduto, per quello che è successo e non doveva accadere, per il tempo che passa inclemente come un vento del nord. Abbandonare chi piange è sempre un atto di massima crudeltà.

 

Ester Eroli