Alternare

Il mondo del lavoro appare spesso complesso, dinamico. Alcuni ambienti sono chiusi, altri più aperti. I giovani soprattutto sembrano amare la competizione, il successo, si vantano di avere il fiuto per gli affari. Non trascurano nulla. Si credono abili, mostrano una consapevolezza orgogliosa.

In alcuni ambienti dove ci sono molti giovani ci accorgiamo che invece, in alcuni casi, preferiscono non lavorare di continuo a ritmo serrato ma di alternare lavoro e gioco. Nei supermercati durante la pausa disturbano gli altri che lavorano, bevono di continuo caffè, si consolano mangiando dolci e cornetti. In alcuni casi voltano le spalle al lavoro per chiacchierare fra di loro di futilità. Si accomodano in questa situazione in modo permanente che non si accorgono che gli altri percepiscono questo clima ludico. Certo il lavoro non deve essere una caserma, ci deve essere spazio per il sorriso, per il rapporto umano. Spesso però le pause caffè sono più lunghe del necessario, un vero inganno per chi aspetta. I giovanissimi sono ancora più indisciplinati e se ripresi dai superiori non si mostrano colpevoli anzi rispondono con parole dure poco cordiali e rispettose. I Capi che intervengono in modo autoritario per bloccare questo processo  vengono giudicati male. L’alternanza lavoro-gioco spesso lascia perplessi i clienti, gli avventori, la gente. Si tratta di un comportamento che non sempre si recupera neanche se i colpevoli vengono messi alle strette.

Ovviamente in questo contesto chi lavora sodo, specie giovane è malvisto. Viene considerato male. così nei luoghi di lavoro molti hanno la testa altrove. Le donne pensano e parlano di vestiti gli uomini di sport, sesso ecc. molti si vede chiaramente che non hanno voglia di faticare e magari per telefono organizzano una serata piccante davanti alla clientela.

 

Ester Eroli