Amore a distanza

Amore a distanzaCi sono persone che si fidanzano grazie a internet. Il pc ha permesso di conoscere persone nuove, di intrecciare relazioni sentimentali anche durature. Spesso i fidanzamenti avvengono a distanza, nel senso che molti chilometri separano i due innamorati, che vivono in due città diverse e molto lontane. Così ci si incontra magari solo nei fine settimana e durante le feste natalizie e pasquali o estive. Alcune volte sono idilli stupendi che sfociano con il trasferimento di uno dei due nella città dell’altro, dopo una accurata analisi della situazione. Ci sono dei casi in cui però l’innamorata/o guarda allibito scorrere le pagine della posta elettronica. Il suo amore ha scritto lettere d’amore dense di pathos, straordinarie che fanno lacrimare i più cinici. Allora si riceve più lettere nell’arco di una giornata, di un’ora con grande stupore. Sono lettere sprizzanti gioia, cariche di promesse, di idee, coinvolgenti, piene di allusioni, di delicate confessioni, di complimenti . Le frasi sembrano copiate da un libro di poesie scritte in uno stile elevato. Le parole diventano audaci, e si immagina che vengano sussurrate a fior di labbra mentre si scrivono con la tastiera nuova del pc. Si immagina l’altro seduto al pc con lo sguardo amoroso, innocente perso fra le righe di una lettera di fuoco, piena di passione e fermento. Lo scritto giunge come un balsamo per le ferite di un cuore che mal sopporta la lontananza fisica. La lontananza grava come un macigno. Il rapporto a distanza è difficile da gestire. La sera è consolante leggere le pagine al pc piene di parole d’amore puro. E’ come la musica di un dolce violino, come il fruscio delle foglie, la carezza di un gatto. Le parole sfiorano la pelle, cullano come si culla un neonato. L’altro confida i crucci del suo cuore, i dolori della sua anima. Solo quando i due si incontrano la musica sembra cambiare. Come un cielo sereno che all’improvviso si oscura attraversato da grigie nubi minacciose. L’altro al cospetto dell’amato cambia tono, uso un linguaggio normale, usa parole sconvenienti. L’adulazione rimane solo sulla carta. Il poeta perfetto de visu si trasforma in una persona comune, nervosa, ribelle. Il poeta osa criticare, rivolgere parole velatamente offensive. Sul volto si dipende a un certo punto la delusione, il senso estremo di estraneità. Ci si chiede chi è l’altro: il poeta elegante che scrive versi appassionati facendo strazio del cuore, o quello/a che guarda con occhi neutrali, lontani, indagatori. L’altro è un dio bifronte, come un manichino vestito per metà da uomo e per l’altra metà da donna, per metà elegante e per metà sportivo. Sicuramente l’anima dell’altro è fatta di recessi tetri dove non entra la luce, dove affonda la stessa voglia di conoscersi. Disorientati ci si può sentire soli. L’altro in definitiva è un essere strano, forse poco sincero, poco affettuoso, banale. Le sue parole erano vere o solo esercitazioni di scrittura? Il comportamento dell’altro lascia a desiderare, i motivi sono sconosciuti. L’altro forse è solo una musa ispiratrice per le proprie composizioni, che al cospetto diventa insignificante, troppo normale per essere accettato. Alcune volte davanti a un cielo stellato d’Agosto con le stelle cadenti si esprime il desiderio di non vedersi mai più con l’altro. In fondo spesso bastano solo le parole.

 

Ester Eroli