Ballerina

In passato i genitori si intromettevano nelle scelte lavorative dei figli, specie le famiglie benestanti pretendevano un certo tipo di realizzazione. Un padre ad esempio generale voleva figli impegnati, studiosi, un padre ingegnere voleva per lo meno figli laureati anche se ambivano ad altre professioni e mestieri. Anche i piccolo borghesi pretendevano dai figli scelte ponderate per la professione, anche chi viveva nei paesi più sperduti mandava i figli a studiare in città. Anche i padri contadini aspiravano a qualcosa di più per i figli e li educavano a migliorarsi. I bambini venivano inquadrati sin da piccoli. Da piccoli dovevano concentrarsi sul futuro senza tante divagazioni. Non si accettavano perdite di tempo, diversivi. Non si facevano sconti e concessioni. Si doveva trovare l’impiego migliore, anche se questo non rendeva felice il figlio, ma stanco e annoiato. I figli non dovevano ribellarsi, ne replicare. Dovevano tenere la bocca chiusa.

In particolare le figlie femmine dovevano essere studiose, virtuose, prive di una vita disordinata, le loro scelte dovevano essere decisive e fatte in giovane età, non si ammettevano ritardi. Gli adolescenti dovevano imparare un mestiere o studiare. I genitori non erano mai superficiali.

Le donne che sceglievano la strada della infermiera e della ballerina erano guardate male specie dai ceti elevati. Fare la ballerina era come essere disoccupata, era come svendersi. Nessun genitore si riteneva capace di meritare un tale affronto ossia di avere una figlia ballerina magari in un locale notturno.

Ora i tempi sono cambiari, come pure le relazioni con i figli. Ora sono i padri stessi a portare le figlie a vedere i spogliarelli e a fare le ballerine , l’importante è che i figli guadagnino molto.

Le madri stesse dicono che le figlie non sono laureate ma sono ballerine e sono meglio di quelle che hanno passato il tempo sui libri perdendo tempo. La cosa che irrita di più è sicuramente il disprezzo dei laureati da parte di alcune categorie.

 

Ester Eroli