Le barbarie moderne e la tragedia greca di Euripide Medea

Le barbarie moderne e la tragedia greca di Euripide MedeaTutti siamo rimasti colpiti da un grave fatto di cronaca di recente comparso sui giornali: una madre abbandonata dal marito che stermina la famiglia, propriamente uccide figlie inermi, costrette a subire passive il martirio, il sacrificio senza aver avuto un ruolo nella vicenda. Un dramma senza soluzione che suscita sdegno specie quando sono gli innocenti a pagare. In realtà la cosa non dovrebbe sorprenderci, dato che esiste una spiegazione psicologica. La donna tradita diviene la vittima di squallide pulsioni interne, si sente inutile, ridicola, umiliata, debole. La perdita dell’amore, in cui credeva ciecamente, le fa perdere la razionalità, il lume della ragione. La sua forza la manifesta solo con la distruzione, con la crudeltà del delitto, barbaro ma necessario per punire il marito egoista e meschino. Le donne emotive, passionali scatenano la gelosia feroce senza pentimenti, senza perdono. La donna tradita è delusa, si sente ingannata, suo marito ha preferito un’altra più giovane, più bella, ha fatto una scelta di convenienza, vigliacca, ipocrita. Tutti conosciamo la tragedia greca di Euripide Medea. Medea ha ispirato pittori come Delacroix (la furia di Medea), scultori, scrittori. Medea è una giovane donna dai poteri divini, che si innamora di Giasone giunto nella sua terra con la nave per la ricerca del vello d’oro, che lei aiuta, con le sue arti magiche, a conquistare. Qui ci vengono in mente i casi di giovani medici che dopo aver fatto carriera con il suocero primario abbandonano la sposa per un’altra. Giasone viene quindi aiutato nella sua conquista. Medea diviene la sposa di Giasone, da cui ha due figli. Il re di Corinto, per la successione al trono, per ragioni dinastiche, vuole far sposare la figlia a Giasone che accetta di ripudiare la moglie e di unirsi in seconde nozze. Il destino sembra segnato. Ragioni di interesse spingono Giasone a una scelta radicale e necessaria. La giovane donna è graziosa, risponde ai suoi gusti. A Medea il marito le appare come un seduttore, disposto a tutto per il potere. Allora si finge rassegnata di fronte all’indifferenza del marito ma, spinta dalla disperazione, matura un’idea di vendetta, trasgressiva, violenta. Per prima cosa uccide la rivale in amore e il padre di lei, poi uccide i figli. Compie l’infanticidio, la strage con crudeltà, per colpire il cuore del marito. Successivamente sposa un altro. Solo alla fine della vita torna dal padre per riappacificarsi con lui, con la vita. Il marito distrutto può solo maledire la consorte e vivere il resto della vita fra rimorso e dolore. In chiave psicologica la risposta di una donna è sempre la stessa, e si traduce in tre tipi di comportamento: eliminare la rivale, trovare un altro uomo, sopprimere i figli. Molte donne sognano la vendetta e non la attuano. Sono poche per fortuna quelle che giungono a gesti estremi, prevale sempre il buon senso. La maggior parte si limita a rifarsi una vita o a perseguitare per qualche tempo la rivale prima di mettersi l’animo in pace. Alcune hanno però ucciso la rivale, in casi rari. Gli uomini dovrebbero fare sempre prima di agire un esame di coscienza. Se amano le belle donne, le avventure, il divertimento dovrebbero cercare di rimanere liberi da legami. Il matrimonio include il concetto di fedeltà, di rispetto. Se una persona non se la sente lo deve sapere prima. In fondo è facile lasciare una moglie avanti con gli anni per una giovane e deliziosa fanciulla. Ogni scelta comporta delle conseguenze. L’amore non è solo piacere ma sacrificio e impegno. Non si gioca con il fuoco dei sentimenti degli altri.

 

Ester Eroli

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.