Battiato: sperimentatore anche nel teatro

Battiato: sperimentatore anche nel teatroFranco Battiato, 66 anni, pare non stancarsi mai: tra meditazioni mattutine e ore ed ore di studio assiduo su filosofie e misticismi svariati trova ancora il tempo, la voglia e soprattutto il coraggio di mettersi in gioco con qualcosa di nuovo.
Lo fece nella musica, cambiando completamente il panorama italiano irrompendo con testi che erano formule fisiche o scritti ermetici di balinesi danzanti, gonne bianche che ricordano danze sufi e centri di gravità permanenti, lasciando gli ascoltatori prima interdetti per poi catturarli dalle sue musiche ricercate e raffinate, che gli valsero premi, riconoscimenti e l’appellativo non da poco di “Maestro”.
Passò poi anche al cinema, vincendo premi per l’autobiografia “ Perduto amor” e passando poi a Beethoven in “ Musikanten” e alla filosofia con “ Niente è come sembra”.

Facile indovinare il tema del nuovo spettacolo sperimentale dell’eclettico catanese: proprio la scienza che ama il sapere.
Dopo alcuni balletti e opere liriche, infatti, al teatro Rendano di Cosenza, Battiato porterà in scena per cinque serate dal 6 maggio l’opera “ Telesio”, sulla vita del filosofo Bernardino Telesio appunto, con un libretto scritto a quattro mani col fido Sgalambro e con musiche originali del cantante siciliano.
Qual è la novità? Non solo l’inusuale tema per uno spettacolo teatrale, ma il fatto che l’orchestra suonerà dal vivo (è la Philarmonia Mediterranea, diretta da Carlo Boccadoro), ci sarà il coro del teatro col soprano Paolo Lopez, la serba Diva Ljudojevic e la danzatrice tibetana Sen Hea Ha, ma mancheranno gli attori, sostituiti da immagini olografiche o da video proiettati, che aiuteranno anche nelle coreografie dei balletti e nella scenografia.
Insomma, per la prima volta al mondo uno spettacolo diventa interamente hi-tech e vede calcare le scene immagini virtuali, aumentando certo il senso di distacco tra apparenza e realtà (citando un suo brando da “ Gommalacca”), ma anche il fascino della rappresentazione, che diventa un mix perfetto tra opera lirica, teatro recitato, balletto classico e spettacolo tecnologico.
Il tutto nel nome della filosofia.
Battiato sottolinea che dopo 45 anni che fa di mestiere il musicista, proprio la musica è la base di tutto: prima si ricerca l’arte in essa, poi si vede se è possibile assecondare il pubblico.
Forse un monito per chi pensava di andare a vedere qualcosa di pura bellezza estetica, ma dal contenuto frivolo e dalle musiche orecchiabili.
Lo stesso nome Battiato, però, nega intrinsecamente tutte queste cose.

 

Mattia Gelosa