Beata Esther

In un pomeriggio di domenica del 1994 in Spagna gli organi di stampa diedero la notizia di un attentato ad Algeri contro due suore missionarie spagnole agostiniane una delle quali era Esther Paniagua.

La suora era nata il 7 giugno del 1949 a Leon, ed era divenuta allieva del collegio di Leon delle agostiniane. Il 13 giugno 1970 aveva preso i voti. Aveva lavorato nei campi sin da bambina con le due sorelle e conosceva la vita pratica, gli stenti, la povertà. Sua madre le aveva insegnato il valore della preghiera, l’importanza del rosario.

Dopo la maturità era divenuta suora con l’approvazione della famiglia. Era stata inviata ad Algeri per assistere i bambini disabili nell’ospedale universitario  e poi gli anziani e vi era rimasta per molti anni . Per essere all’altezza della sua missione aveva studiato con coscienza l’arabo e le pratiche infermieristiche. Durante la guerriglia era stata invitata a lasciare il paese per ragioni di sicurezza ma lei si era rifiutata.

Mentre si recava in chiesa cadde in un attentato e morì poche ore dopo in ospedale. Timida, riflessiva, amante del silenzio, umile, semplice  e della lettura sapeva che la cosa principale era soccorrere ai bisogni delle persone, e non si era sottratta al suo dovere. La sua era stata una scelta libera. Voleva restare al fianco del popolo sofferente. Era importante restare fedele ai propri valori  e ideali a qualunque prezzo. Era stata coerente fino alla fine. Lei soleva dire:

nessuno può toglierci la vita se l’abbiamo già donata. Lei era stata un segno di pace in mezzo all’odio, e al sangue sparso degli innocenti.

E’ divenuta beata insieme ad altri compagni martiri. Ha testimoniato con la vita l’importanza dell’amore che viene prima di tutto e che  si può uccidere il corpo ma non l’anima.

Ester Eroli