Carlo Ancelotti: un italiano vincente

Come sono lontani i tampi in cui fu definito “ perdente di successo”! Mi piacerebbe che quella nutrita schiera di giornalisti sportivi che, tra il 1999 e 1l 2003, lo eticchettò come tale, facesse quantomeno pubblica abiura.

Carlo Ancelotti ha esordito nel campionato di calcio francese con una convincente vittoria, il suo PSG, la squadra di Parigi, ha sconfitto il Tolosa con un sonoro 3-1. Ha cominciato, quindi, la sua nuova avventura da allenatore con la solita professionalità mista a buon umore che lo ha sempre contraddistinto nella sua fulgida carriera pregna di successi sia come giocatore che come allenatore.

Dopo i trionfi ottenuti col Chelsea (i famosi Blues) la squadra dell’ inglese Premier League, con cui, ricordiamolo, è stato il primo allenatore italiano a vincere nella storia del calcio britannico e primo nella storia dei Blues a vincere nello stesso anno campionato e coppa d’Inghilterra, ebbene, nel maggio 2011 però, dopo un campionato inferiore alle aspettative è stato esonerato. Ma ecco che dopo un mezzo anno sabbatico lo si rivede sulla breccia: l’attuale ingaggio col PSG. C’è da star sicuri che anche con questa squadra il buon Carletto sarà in grado di raggiungere grandi traguardi. Perché lui fa parte di quella non foltissima schiera di italici personaggi dotati di alta professionalità e competenza in grado di vincere anche fuori le mura di casa, tipo Capello e Trapattoni, per intenderci.

D’altronde il suo palmares parla fin troppo chiaro. Non si vincono tanti scudetti, di cui uno addirittura con la Roma(evento raro), tante coppe europee ed intercontinenali sia come calciatore che come allenatore se non si possiedono qualità superiori. Ma lui è un superman non altisonante, per nulla spocchioso e tantomeno vanitoso, sempre disponibile con tutti (stampa compresa) e rispettoso di tutti, non lo si è mai sentito trascendere anche nei momenti più brutti, nemmeno a seguito di un grave infortunio al ginocchio che sembrò compromettergli la carriera da calciatore o quando, da allenatore, collezionò una serie di secondi posti (da cui: perdente di successo).

Non è Mourinho, non è Ferguson, non è Capello e nemmeno Trapattoni, lui è Carlo Ancelotti: tranquillo, composto, educato, sorridente, umile ma anche grande professionista competente, lavoratore e “soprattutto” un brava persona…italiana e vincente!

 

Adriano Zara