Carlo Castellaneta

Carlo Castellaneta è noto come giornalista e scrittore morto nel 2013. Dopo aver lavorato in una galleria d’arte, fu correttore di bozze per la Mondatori, e collaboratore del corriere della sera, oltre che direttore per un periodo della Storia illustrata. I suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue, molti di essi sono dedicati a Milano dove visse, come la mia Milano, altri, la maggior parte dedicati ai sentimenti e all’amore come racconti d’amore, l’età del desiderio, passione d’amore, questioni di cuore,  effusioni, dizionario dei sentimenti, la dolce compagna.

Nel romanzo  le donne di una vita il protagonista, andato in pensione dopo la chiusura dell’azienda, ha il tempo per ripercorrere le scelte compiute, i successi, i fallimenti della sua vita sentimentale. Sotto gli occhi gli appaiono le donne che ha amato: una giovane fanciulla, una donna anticonformista, una ex moglie ironica e carina, una languida amante, una donna strana, una serie di avventure galanti. Ognuna ha lasciato una impronta, una eredità di emozioni e fantasie ma nessuna lo ha colpito. Spesso ha lasciato il campo lasciando tutto alle spalle. Con gli amori può ricostruire le stagioni della sua vita fatte di rabbia, vanità, delusione, illusioni.

Ripercorrendo mentalmente la sua carriera di libertino l’uomo scopre che dietro ogni rapporto anche il più idillico si nasconde in agguato la noia. Inoltre le donne che gli sono piaciute sono quelle più sensuali, più vanitose  non più brave. Per lui era importante solo il sesso, questo era l nocciolo della verità. Sesso celebrato, osannato come un dio. Lui voleva solo quello che gli spettava come un diritto e poi tanto c’era la fuga. Nessuna donna lo impressiona e lui si comporta con tutte uguale come un automa, ripeteva le stesse frasi d’amore . Non sa distinguere i segnali del disamore, dell’amore. Non sa educare il proprio cuore alla dolcezza, alla tenerezza. Lui voleva solo soddisfare i propri capricci per non rimandare il piacere solo fisico, non mentale, dell’anima. Scopre la pochezza della sua anima inaccessibile alle donne. Molte sue donne sono diventate nel frattempo madri e mogli di altri. Lui non sapeva rinnovarsi, usare gentilezza. A sedurlo sono solo donne volgari, con lo spirito piatto, senza pretese intellettuali. In questo modo seduce anche le moglie degli amici, degli altri senza ritegno. La donna che sposa non la ama nel profondo, la sceglie solo perché è scaltra, perché ci sa fare a letto. Quando fa l’amore con una donna pensa a un’altra. Di una donna ricorda solo le caviglie, il sedere non la sua onestà e cultura. La sua debolezza è l’attrazione solo per la bellezza. Partecipa a cene mondane solo per sedurre più donne specie quelle deluse dal matrimonio. Il passato di una donna non lo interessa, accetta anzi solo donne dal passato losco. Le doti delle donne sono trascurabili, insignificanti. Accetta solo gli amici con cui può fare baldoria. Si lascia andare a frettolosi amplessi nei motel di infima categoria. E’ impaziente di corteggiare una donna che poi subito dopo lascia senza rimorsi. Colto in fragrante balbetta solo qualche spiegazione. Le donne ordinate, studiose non le interessano, lui è solo legato alla concupiscenza. Si invaghisce solo di quelle che hanno il potere di attrazione del corpo. Il pudore non lo apprezza. Il sesso gli annebbia la vista. Alla fine infligge anche sofferenze alle donne con leggerezza. Il sesso come una droga lo conduce su spiagge dove l’amore naufraga e conta solo l’eccitazione. Alla fine rinnega ogni legame, nessuno è esclusivo. Ogni donna non è abbastanza bella. La sua inflessibilità diventa spietatezza. Le sue conquiste sono donne vergini, prede predilette. Non ha sensi di colpa per le sue fantasie erotiche. Adora le donne che prendono l’iniziativa per non perdere tempo e che hanno dimestichezza con il loro corpo. Le sue sono solo nostalgie carnali con conseguenti cadute del desiderio. Nella sua mente le fattezze di una donna si sovrappongono a quelle di un’altra. La successiva è sempre diversa dalla precedente.  Con alcune finge un interesse che non c’è.  Con altre cerca di forzare la loro ritrosia nella sua tentazione di onnipotenza trascinato dal gioco puramente erotico che lo spinge alla menzogna, alla violenza. Sente che potrebbe anche uccidere spinto dalla passione, sente la sua spregiudicatezza sulla pelle, la sua tendenza al male, allo scandalo. Si compiaceva dei divorzi degli amici, equivocava sugli inviti delle donne per voglia di frivolezze. Non si ricordava più delle donne avute. Cambia approccio ogni volta come fosse un nuovo personaggio. E’ attratto dalle donne provocanti, di tutte le età,  che coniugano eleganza e voluttà,   che hanno legami con più uomini, dalle storie clandestine, rischiose. Ama la doppia vita. Tuttavia non ama essere lasciato. Alle donne belle che ha tradito fa regali costosi per quietare la coscienza. Detesta i ritorni di fiamma. Ama le donne bugiarde, misteriose.  Ama egoisticamente la vendetta, il desiderio di rivalsa, la perversione. Ama usare le donne come oggetti perché si sente superiore. Le donne incinte di lui le respinge con freddezza. Dissacra il concetto stesso di maternità. Pensa di poter controllare tutto.

 Il protagonista nella sua analisi scopre la dipendenza dal sesso che lo porta a una inevitabile catena di errori e contraddizioni che oltrepassa la sua volontà . Non riesce a farsi una famiglia normale, ad avere un amore definitivo. On indaga mai sulle cause delle rotture delle sue storie.  Segue solo l’istinto come un animale insensibile. Alcune donne le mantiene, altre le abbandona per la nausea della ripetizione. L’eros nella sua vita assorbe ogni altro valore, insensibile alla prudenza. Tuttavia non può rinunciare alla ebrezza, alla voluttà del sesso che diventa ossessione. Non riesce a migliorare il proprio carattere, a contrastare le debolezze della carne. Si butta anima e corpo nella mischia per poi ogni volta restare deluso. L’attrazione finisce  effimera e voluttuosa e sul tavolo resta la delusione. L’accecamento dei sensi è solo vanità maschile. Alla fine lui propizia solo storie a termine, non durature, amare e crude come quelle degli adolescenti. Non sente il bisogno di innamorarsi, di darsi totalmente. Ama solo la trasgressione una  specie di naturalezza del peccato, una voglia di illecito abbellito da motivazioni ideali. Si scopre alla fine immaturo, irragionevole e se ne duole, senza crescita interiore, legato solo all’attimo fuggente, alle inclinazioni volgari  Di lui scopre verità sgradevoli, poco edificanti. Il suo corpo obbediva solo alle scelte del suo sesso seguendo un freddo ragionamento .  Capiva che doveva ricredersi, cercare la complicità con una donna. Il suo istinto lo spingeva solo a mortificare le donne,  a umiliarle. Scopre che non può stare da solo, che è inetto come un malato. Vorrebbe avere un animo femminile incline all’amore. Il sesso in fondo lo ha condannato alla solitudine, al tedio, alla depressione, alla incapacità di costruire qualcosa di durevole, senza riscatto, solo con la ferocia. Lo ha condannato alla sconfitta, perché anche lui viene raggirato da donne astute .  Il male se lo era procurato da solo, condannandosi alla leggerezza, alla estraneità . Forse era la natura della partita ad essere crudele. La vita amorosa che si consuma come uno spettacolo. Lui diventa un accompagnatore delle donne, un semplice ruolo di uomo volubile. Non ha dedizioni, accortezze. Avrebbe dovuto contrastare la passione che lo soggiogava e scopriva di avere molte personalità . Per lui la donne è una entità misteriosa che si deve possedere non conoscere. Scopre che la vertigine del sesso non garantisce la continuità della passione e non salva dal degrado e non apre le porte della perfezione. Il più delle volte l’istinto oscura solo la ragione. Dopo ogni pulsione soddisfatta c’è solo il vuoto totale che non soddisfa. L’euforia  del piacere goduto è avvelenata. Ogni ebbrezza rubata ha il suo castigo, ogni sregolatezza la sua punizione. Gli impulsi sono sempre macchiati di paura. Chi infligge sofferenza in amore ne riceve altrettanta. Scopre che bisogna usare in amore la naturalezza delle donne, che l’amore è un miracolo capace di cambiare la vita, un segno del destino. L’uomo che ama veramente vuole solo vedere felice la sua donna. Con lei vuole condividere tutto. Oltre la forza del desiderio c’è la stima reciproca. Non solo voglia di possesso, ma valori condivisi senza calcolo. Una donna compagna deve essere la sintesi e il punto di arrivo, la somma di tutte le donne incontrate e apprezzate. Si può cambiare per amore, le risposte si trovano in fondo al proprio cuore. L’amore totale  non esclude la libertà, la verità, l’eternità . Certo niente offende quanto la verità. Si può perdere attraverso la tenerezza l’aggressività. Si può desiderare una donna con lo stesso trasporto del primo giorno, l’amore non è sopraffazione senza esclusione di colpi, esso va tenuto vivo nel suo bisogno di sicurezza nell’alternanza tra gioie e sofferenze, perdono e dolore.

Le generazioni moderne sono condannate a inseguire l’amore senza trovarlo perché pensano solo a fare l’amore. In certi casi non sembrano riconoscere l’amore vero. L’amore non è solo esaltazione dei sensi, tensione erotica.  Nessuno si consegna dentro qualcosa di definitivo. I giovani rivelano verso l’amore la stessa distanza dalle cose, lo sguardo di sufficienza come se temessero le conseguenze. Nessuno si abbandona a occhi chiusi all’amore che da senso ai giorni . E’ bello lasciarsi invadere dall’amore pronto a essere plasmato, a plasmare nella pienezza del sentimento. La conquista spietata in amore nasconde solo insicurezza. L’arroganza rivela solo un animo vulnerabile. Bisogna accettare i rischi dell’amore, abbandonare l’istinto di conservazione. L’amore consente di ricongiungersi alla parte di sé sconosciuta e talvolta rinnegata. L’orgoglio è pessimo consigliere. Non si possono imporre solo le proprie condizioni. L’amore è un processo di chiarificazione immenso di se stessi che allontana le pulsioni distruttive. L’amore è una scommessa da vincere contro le proprie debolezze.

 

Ester Eroli