Come mai

Ci sono persone che infondono con le loro parole una forza gradevole al cuore che affluisce alla mente, che ‘provocano sensazioni stimolanti e piacevoli. Alcune persone con le loro frasi incoraggianti ci infondono sicurezza, le loro parole sono benedizioni che ci portano alla guarigione dell’anima se non del corpo. Siamo grati alle persone che ci aiutano con le loro parole piene di sfumature.

Ci sono persone invece, specie donne, che ci trafiggono con  le loro frecciate al veleno. Sono donne che ci parlano con autorevolezza, che ci trattano come bambini mocciosi e fragili. Quando ci vedono ci dicono frasi scioccanti. Se zoppichiamo in seguito a un incidente di moto ci dicono: come mai zoppichi con aria ironica. Se siamo donne anziane ci dicono: come mai cammini lentamente? come mai hai i capelli radi? domande idiote fatte con ironia che non meritano risposte. I sintomi si vedono già nelle facce ironiche. Sono parole dette per umiliare, per fare a pezzi, per distruggere, senza stima, senza rispetto, dove si annida lo snobismo, il senso di superiorità e la vanità. Si chiede come mai, come a sottolineare la differenza fra te che sei malato ed io che non lo sono e ti posso fare domande insidiose sul tuo stato di salute. Quel come mai vuole ribadire la propria superiorità, la propria vittoria. Gli ammalati, gli anziani colpevolizzati perché appunto tali, che sono perdenti, che non possono tornare indietro. Parole, domande che creano rabbia, insoddisfazione, voglia di riscatto, di vendetta. Per scaricare la tensione si vorrebbe rispondere male, per liberarsi la mente si vorrebbe parlare di altro. Tuttavia certe frasi non possono essere approvate, sono come  cubetti di ghiaccio sulla pelle. Quel come mai sei malato, sei zoppo, vogliono far apparire come colpevoli persone che non lo sono. Le persone che fanno queste domande idiote sono persone che non hanno capito molto della vita, non sanno che nel mondo ci sono persone diverse e che quel male tanto deriso può ricadere su di loro da un momento all’altro. Tuttavia noi quando li incontriamo non diremo mai come mai sei malato, basso, grasso.  Preferiamo tacere, non parlare piuttosto  che infierire mettendo il dito nella piaga per non procurare troppo dolore. Molti sono abituati a vivere in mondo dove tutto è perfetto, a posto, e hanno delle aspettative alte. Quando incontrano un anziano malato lo demonizzato, lo mettono a cantone perché non è simile al loro ideale di perfezione. Siccome noi non siamo santi ma umani spesso sogniamo di vendicarci di questi importuni che fanno domande assurde. il cervello la notte concretizza nel sogno i nostri desideri più segreti e nascosti: quello di punire i malvagi che fanno stupide domande e di vederli strisciare presi dagli stessi demoni. Del resto la notte il cervello non ragiona e va a ruota libera.

 

Ester Eroli

 

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