Conoscersi

Spesso capita di avere la coscienza turbata perché qualcuno ci ha mosso delle critiche. Certamente detestiamo le offese, le parole pesanti, le frasi pungenti, i commenti aspri. Molti si divertono a metterci nel ridicolo e certe parole per noi sono come una doccia gelata, sono insinuazioni che ci seccano. Molti si avvicinano furtivi e  a bassa voce ci muovono delle critiche. Spesso non cogliamo al volo il senso di certe parole articolate  solo apparentemente per farci del male. Allora restiamo di pietra, il nostro cuore si indurisce, e torniamo a casa con il sorriso funebre. Ci facciamo prendere dalla collera, e con determinazione eliminiamo la persona che vigliaccamente ci ha mosso delle critiche. Non accettiamo semplicemente che si parli male di noi. Sono importanti solo le persone che ci difendono, ci adulano. Chi si mostra in disaccordo con noi viene attaccato. Al seguito vogliamo solo persone disposte a difenderci non quelle ostili. Disprezziamo le persone che ci consigliano e muovono delle critiche anche costruttive. In alcuni casi non ci importa di quello che gli altri dicono. Dissimuliamo con la maschera sul volto per nascondere le nostre magagna.  Chi si introduce furtivo nella nostra vita lo eliminiamo. Non ammettiamo curiosi nella nostra vita.

 

In verità ci si può conoscere meglio anche attraverso il giudizio altrui. Noi  con presunzione crediamo di conoscersi alla perfezione ma non è sempre vero.

Conoscere se stessi è difficoltoso come un teorema troppo complicato da risolvere. Gli altri possono gettare luce su alcuni aspetti del nostro carattere, del nostro essere a noi sconosciuti. Dichiarare guerra agli altri non serve, non serve vederli come nemici.

Si dice che niente è più offensivo della verità.

 

Ester Eroli