Contraffazioni del velluto

Ai nostri giorni ci troviamo di fronte a molti casi di sofisticazione alimentare. Ci sono formaggi, birre ecc che sono state falsificate in modo indecente e grossolano. Ci sono prodotti falsi spacciati per italiani. Ci sono noti marchi di alimenti falsificati, senza che nessuno ci ponga rimedio.

La contraffazione investe ogni campo ed ha raggiunto anche la moda. Molto spesso si alterano dei tessuti. Alcuni tessuti vengono spacciati per altri. Recentemente il velluto è divenuto oggetto di queste alterazioni.

Il velluto, che può essere alto e basso,  dal latino vellus, vello per alludere al suo pelo, è un tessuto di chiare origini occidentali. Nel XIII secolo fu commercializzato dalle repubbliche marinare e nella calabria. Viene realizzato con il telaio, ora industriale, ed ha una trama e due ordini. Esistono vari tipi di velluto a coste, ciniglia, operato, elasticizzato, millepieghe, a giardino che è un tipo di velluto fiorato detto anche velluto di Genova, prodotto dalla città nel 700 e 800 con l’aggiunta molto spesso di fili dorati, il velluto riccio, il broccato dorato prodotto a Venezia, a rilievo. Il velluto a coste fu realizzato per la prima volta in Egitto.

Il velluto inoltre può essere in lana, cotone e seta. Il velluto in seta è più prezioso ed è morbido e lucente. Di solito è proprio questo più costoso ad essere alterato. Spesso con il lino che lo rende più opaco, o con il cotone che lo rende decisamente meno brillante anche se più resistente, il cotone poi favorisce la creazione di inestetiche pieghe. Il velluto in seta viene alterato con l’uso di fibre sintetiche come il nylon che se rendono lucido ugualmente il tessuto è però molto più rigido e pesante. Il velluto adulterato lo si comprende al tatto dopo accurati esercizi. Ci sono anche corsi di cucito che insegnano a distinguere tra loro i vari tessuti. Spesso anche il fustagno è stato venduto per velluto.

 

Ester Eroli