Controllare le reazioni

Siamo in una epoca dove conta soprattutto apparire, e allora si punta solo su quello. Si comprano macchine potenti non per utilità concreta ma per far vedere agli altri che abbiamo i soldi, ci si veste firmato per far vedere di essere felici, al passo con i tempi. Per un solo frammento di successo si fanno carte false. Tutti sono concentrati nell’ostentare, nessuno si trattiene. Anche i più timidi affilano le armi e mostrano quello che hanno. Non mostrano le doti che hanno ma prevalentemente quello che hanno raggiunto, quello che possiedono, una bella moglie, una casa al mare, un viaggio fatto. Tutto è subordinato alla ostentazione che alla lunga irrita i benpensanti che alla fine reagiscono e si congedano e abbandonano l’amicizia. In certi casi molti preferiscono divincolarsi e allontanarsi dal fanatico di turno. Molte persone fragili si salvano con l’ostentazione che da sicurezza, infonde calore.

Negli ultimi tempi si è diffuso un altro fenomeno. Le persone che ostentano guardano intensamente l’interlocutore quando si vantano per leggere le sue reazioni, per vedere se è invidioso al punto giusto dei suoi successi. Guardano diritto negli occhi, controllano la faccia per vedere se l’altro cambia di colore per la rabbia e l’invidia. Studiano gli altri accuratamente per vedere se hanno fatto centro, se hanno colpito nel segno come quando si gioca a battaglia navale. L’altro deve essere affondato, accerchiato, umiliato come una nave fra i flutti. Questo gioco per i vanitosi risulta divertente. Molte ragazze incontrano le amiche single e strillano subito dicendo mi sposo con aria trionfale, come a dire: prendi questa e portala a casa. Lanciano occhiate di sfida con aria di dive del cinema. Lo stesso avviene per un vincitore di concorso che ostenta la sua vittoria agli occhi di disoccupati cronici. Anche con gli amici si prova a mettere rabbia ad apparire superiori. Lo stesso avviene con i parenti che ti telefonano solo per dirti: mia figlia fa la sfilata di moda, mio nipote ha vinto un premio a scuola. Per altre questioni come gli auguri di Natale e di compleanno non si ricevono telefonate.

Di fronte a tanta maleducazione, visto che non c’è rispetto per chi è sfortunato e non ha tutto quello che vuole, l’unica soluzione è mostrarsi superiori e indifferenti. Al parente che ci viene davanti ostentando la sua auto nuova non aspettiamo che ci controlli il viso facciamo subito un bel complimento sfavillante, sfacciato e cosi chiudiamo la bocca a tutti. In fondo a noi che ce ne importaa dei vestiti, dei viaggi, delle auto degli altri?

 

Ester Eroli