Crolli annunciati di persone realizzate

Crolli annunciati di persone realizzate

Sappiamo per esperienza personale che le persone di potere hanno sempre un notevole fascino. Al fascino sottile si aggiunge ovviamente un atteggiamento sicuro, quasi spavaldo. Il potere di solito rende vigoroso, audace chi lo possiede. Alcune persone di potere, specie se esercitano il potere per lunghi anni, diventano tracotanti, superbe, pesanti, orgogliose e in certi casi persino spietate, indifferenti, violente, crudeli. Le persone di potere durante la loro ascesa si sentono forti, unici, tendono a umiliare gli altri. Più passa il tempo e più il potere genera dipendenza. Chi esercita il potere cerca di schiacciare gli altri, di annientarli con i fatti, con le parole. Gli altri sono tutti incompetenti, incapaci. Ma non è solo questo il punto. Il superbo ammalato di potere tende a rinnegare le proprie stesse radici. Dimentica il quartiere popolare dove è vissuto, rinnega i parenti più poveri, li tiene a bada, non apre a loro le porte della sua lussuosa casa, li allontana come lebbrosi, nelle sue feste non invita gli amici, i compagni di scuola che svolgono lavori più modesti, i colleghi che non hanno fatto carriera. Si lega, parla, discute solo con persone in vista, che hanno raggiunto certe vette. Ama la compagnia di persone di successo con cui parlare esclusivamente di viaggi, vacanze, ville, figli prodigio, scuole esclusive, ruoli importanti. Il superbo-potente crede di aver intessuto una fitta rete di rapporti solidi su cui pensa di contare al momento opportuno. Gli altri, la massa sono solo poveri idioti anche se sono persone intelligenti, magari laureate, magari pure benestanti. Ma nella sua mente conta solo la persona in primo piano anche se per raggiungere il podio ha fatto letteralmente carte false. Il prestigio non ha prezzo. Quello che conta apparire, mostrarsi anche spacciandosi per ciò che non si è e mai si potrà essere. Il superbo stringe forte le redini dei cavalli del carro del suo successo e non molla la presa. In fondo il suo posto l’ha ottenuto sudando, il suo potere è meritato. Lui ha delle qualità che altri comuni mortali non hanno. Anche i fratelli e le sorelle non possono essere presi in considerazione, specie se conducono una vita scialba in qualche sobborgo poco noto. Spesso il trono del potere mostra segni di cedimento, piccoli scricchiolii insignificanti che il superbo non registra. Piccole falle come tarli logorano la propria poltrona di velluto, poltrona che con il tempo mostra la stoffa sfilacciata, e i segni nella trama del tessuto. Il superbo continua a mietere vittime, fa cadere le persone come birilli. Gli altri del resto non hanno coscienza, non hanno dignità o sensibilità. Sono burattini nelle sue ampie mani protettive, dalla presa decisa. Piano piano comincia il lento declino, gli incarichi diminuiscono, certe nomine vengono offerte ad altri, si restringe il portafoglio, si restringe, nonostante valide opposizioni, il potere. Le avvisaglie del crollo spesso ci sono tutte. Il crollo del superbo è un evento annunciato da una miriade di piccoli segnali allusivi. A un certo punto il potere crolla come un palazzo bombardato che si sbriciola in mille pezzi. Tutto va in frantumi e precipita in un nugolo di polvere rossa. Gli amici si diradano, la folla osannante si allontana. I parenti si dileguano. Intorno al superbo solo una desolante solitudine. Il superbo assetato di potere tenta una risalita, si rivolge alle persone che contano ma trova sovente porte sbarrate, chiuse. Il superbo non ha acquisito consensi, non è simpatico, non può essere di nuovo sponsorizzato. Il superbo esce di scena, alcune volte anche tragicamente esce dalla storia. Il suo mondo viene criticato, messo al bersaglio, smontato. Di tutta quella superbia rimane un cumulo di macerie. Il calore umano, pur cercandolo ,non riesce a trovarlo. Nel suo cammino, nella sua corsa folle il superbo ha dimenticato gli altri e gli altri si sono scordati definitivamente di lui. Scordare è un verbo peggiore di dimenticare, perché significa far uscire qualcosa dal cuore. Nella dimenticanza solo la mente è coinvolta. Scordarsi di una persona significa annullarla nel proprio cuore. Il superbo che intendeva essere ricordato dai posteri non lascia traccia evidente neppure nel cuore dei suoi cari, dei suoi parenti.

 

Ester Eroli

 

 

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