Crudeltà gratuita al giorno d’oggi

La giovinezza di questi tempi è difficile, la crisi economica mina la psiche per un tempo infinito. Molti convivono con questo dolore represso, con i pensieri malati, un groviglio che provoca una agonia nebbiosa dell’anima. La povertà colpisce i più deboli, i bambini, le donne, i giovani timidi e insicuri che si affacciano alla vita. I racconti di stenti e povertà sono all’ordine del giorno. Ci sono molte famiglie sull’orlo del baratro, del fallimento imminente tra l’indifferenza generale. Molti si sforzano di andare avanti con ostinata volontà, logica e determinazione, energia e costanza, per sfidare il destino avverso. La realtà del lavoro procura solo lacerazioni, ansie, insicurezze. Molti si affidano a maghi, usurai, amici. Il mondo apparentemente è dominio di pochi ricchi, che non danno importanza alla gente povera che non ha voce in capitolo. Gli arricchiti sono quelli più spietati, più avidi che amano solo il lusso e si mostrano arroganti, superiori come provenienti da distanze siderali. Di fronte alla povertà tutti si dichiarano innocenti, non sono colpevoli di questo scempio. Chi si è arricchito e ha possedimenti dimentica di essere stato uno del popolo  e quindi dimentica la gente. Le persone sono arrivate a comprare prodotti senza badare alla qualità per risparmiare con grave danno per la salute. Un domani avremo generazioni di malati cronici che non si potranno curare. La gente lesina pure sulle medicine e i generi di prima necessità. Ci sono quelli che non riescono a pagare l’affitto e si fanno prestare i soldi dai parenti, ci sono quelli che hanno preso l’abitudine di bere per affogare nell’alcol i dispiaceri.

Restiamo però sconcertati da alcuni episodi chiave. Ci sono persone importanti, influenti che predicano il bene, che si mostrano magari cattolici, che si professano cristiani che pur potendo aiutare i poveri nel trovare un lavoro, una sistemazione non lo fanno. La loro inerzia, accidia li smaschera. Loro nonostante le apparenze fanno il doppio gioco. Hanno l’abitudine di mentire, ingannare, fingere. Dicono di voler aiutare il prossimo ma all’atto pratico se ne infischiano altamente. Si credono superiori ma la loro anima è nera coma la notte. Sfruttano la loro popolarità per stare in prima fila magari illudono con false promesse. Ci sconvolge la brutalità con la quale respingono ogni coinvolgimento.

Le persone muoiono di fame, non sanno come arrivare a fine mese e loro si crogiolano nei bar, nelle boutique alla ricerca di cose firmate. Potrebbero aiutare senza fatica, alzando solo il telefono, ricorrendo agli agganci che hanno ma non lo fanno, anzi disprezzano i poveri come se venissero da un altro pianeta.

Viviamo nel tempo della crudeltà gratuita, feroce, in passato per lo meno nei periodi critici ci si aiutava. I giovani stessi sono aridi e spietati non sono disposti ad aiutare. Gli anziani sono presi solo dalla loro famiglia e pensano solo a come trarre vantaggio da alcune situazioni.

Il mondo politico si lamenta che nessuno fa più figli e che ci sono le culle vuote. Ma come si può mettere al mondo un figlio in piena crisi economica e con la gente che volta le spalle? Non si sono certezze, sicurezze, appoggi solo una distesa di arido deserto dove portare a casa la pelle è già un miracolo. Le onlus intanto chiedono soldi scrivendo al ceto medio basso senza sapere che questi ceti sono ormai allo stremo.

 

Ester Eroli