Elena Facchini la pittrice e la sua rappresentazione del Passato, Presente e Futuro

Elena Facchini la pittrice e la sua rappresentazione del Passato, Presente e FuturoNel suo studio in via della Stufa nel cuore della Firenze non ancora invasa da flotte di turisti Elena Facchini dà vita ai suoi quadri. Sono tele che lasciano piacevolmente sorpresi e ammirati, che l’autrice definisce una rappresentazione del passato nel presente con la voglia di futuro. Vediamo macchie di colore con dentro i volti dei grandi della storia, Petrarca, Dante, maternità dalla tenera posa del passato con lo sguardo acuto contemporaneo, inseriti in una cornice geometrica che rappresenta lo schermo di un computer, richiamato anche dal simbolo del play posto alla fine del quadro. Elena parte dall’informale, la pennellata istintiva, getta il colore e nello sfondo che la pennellata crea, inserisce il particolare, nel particolare cerca la sicurezza, l’ordine, il volto del personaggio storico. Un volto che serve per recuperare la nostra memoria perché purtroppo viviamo tempi frenetici con il continuo anelito di raggiungere il futuro. Anche nel modo di proporre le sue creazioni unisce passato e futuro Elena, perché crede nella forza del salotto di ottocentesca memoria, come luogo ideale per offrire i suoi quadri agli occhi di chi vuole guardarli e eventualmente ammirarli, il salotto come punto di incontro di condivisione, come officina di talenti dove altri artisti insieme a lei possono esibirsi. Così come crede nella forza di un video che la ritrae all’opera postato su youtube:

Elena Facchini – Primo premio “Giubbe Rosse” Firenze 2010 – Arte Contemporanea

 

 

Quello che è rivoluzionario di Elena Facchini è la consapevolezza che i tempi sono veloci e anche la sua pittura lo è, con velocità riesce a creare una forma che niente ha da invidiare alle creazioni classiche. “Occorre conoscere le regole per infrangerle” spiega, “io ho sempre fatto la pittrice, la pittura è nel mio Dna, sarà perché sono figlia d’arte mio padre è un pittore, io da piccola guardavo con la candela al buio i ritratti più impressionanti dell’enciclopedia dei pittori del babbo per averne paura, come fanno oggi i bambini quando indugiano affascinati davanti alla televisione che trasmette un film dell’orrore. Ho sempre fatto questo lavoro, facevo copie di quadri famosi, e qui il segno e le regole non devono essere dimenticate, ma nella vita di ogni pittore arriva anche il momento in cui si entra in sintonia con qualcosa di grande e profondo del nostro essere che urla di essere ascoltato e che poco ha a che vedere con i dettami accademici.” Altra particolarità di questa sorprendente pittrice sono gli animali vestiti. Cani gatti, dallo sguardo umano a cui fa indossare abiti per ricordarci che siamo metà uomini e metà animali e che in fondo gli animali sono niente altro che esseri umani senza difetti. Si sente la voglia di rivoluzionare il mondo dell’arte dentro questa donna, di portare il suo entusiasmo e il suo talento nelle piazze, di svecchiare l’ambiente asfittico in cui si è adagiato il mondo artistico italiano e nel suo specifico fiorentino. “Avevo pensato di andare in piazza un giorno, con un carretto i miei pennelli i miei colori magari con un megafono e fare lezione di disegno per tutti perché l’arte deve essere questo, movimento, condivisione, voglia di guardarsi negli occhi e imparare, ma gli intoppi burocrati non lo permettono. Comunque ho tantissimo cose da dire a chi viene a trovarmi qui in via della stufa o mi segue in uno dei salotti dove posso mostrare ciò che creo”.

 

Roselli Valentina