Fannulloni

FannulloniMolti politici hanno spesso definito i giovani dei fannulloni, dei bamboccioni che stentano ad uscire fuori dalla famiglia di origine. Sono fannulloni perché non hanno un lavoro, una famiglia, dei punti di riferimento. Ma se una persona, dopo aver cercato tanto, non trova un lavoro deve essere per forza giudicato fannullone?. Tutti sappiamo che per costruirsi una famiglia ci vuole uno stipendio, una casa e se uno non trova niente di tutto questo sul mercato deve per forza essere considerato bamboccione, perché magari ha trenta anni e una laurea in tasca?. Intanto giovani di talento, studiosi, onesti non hanno una occupazione e sono costretti a recitare la parte dell’eterno disoccupato a caccia di guai. Questi giovani dal canto loro fingono di godersi pienamente la vita, ma le loro cene sono solitarie, le loro visite in luoghi di ritrovo rare. Non ci sono talvolta soldi nemmeno per una pizza con gli amici e si ricorre ai prestiti ai nonni, che un giorno forse si vedranno risarciti. I fannulloni scrivono nei loro diari il cammino fatto per ottenere un lavoro, annotano i passi fatti. Spesso si approda solo a un lavoro precario, con stipendi da fame. Il lavoro che dovrebbe essere un diritto, che i vari indirizzi di scuola dovrebbero suggerire, diventa un miraggio irraggiungibile, o raggiungibile solo da alcuni eletti. L’insistenza nella ricerca di un lavoro spesso non serve a nulla se non si hanno conoscenze. Si gira a vuoto fra domande, raccomandate, concorsi. Intanto quelli che accusano i giovani di essere fannulloni creano delle sezioni, dei circoli culturali dove gli impiegati si distinguono per il loro dolce far niente. In questi luoghi si vede gente oziare, passare ore al telefono con l’amica del cuore. Le donne parlano solo di vestiti, attori, trucchi, gli uomini solo di sport, di livelli, di carriere repentine. Ci sono vere fabbriche di fannulloni create  a arte da chi si crede perfetto. I raccomandati si distanziano dai fannulloni ovviamente. Poi ci sono i fannulloni che, dopo anni passati in casa, decidono di trovare un protettore per uscire dal loro stato di coma, per uscire dal limbo. Per incanto viene trovato un lavoro e la vita si illumina, salvo poi scoprire nel lavoro altri fannulloni protetti. Ormai appare chiaro che i fannulloni sono e saranno sempre di più non possiamo negarlo. I giovani traditi da questo sistema si sentono sempre più soli, incapaci persino  di godere la compagnia dei coetanei in quanto devono rinunciare a pranzi, a viaggi insieme per mancanza di denaro liquido che non possono sempre chiedere in casa dove le condizioni spesso non sono rosee. Ormai la sappiamo lunga in proposito, certe politiche generano solo impotenza e sopraffazione. Nel regno dei fannulloni alla fine potremo finirci tutti prima o poi.

 

Ester Eroli