Farmacisti

La categoria dei farmacisti si è sempre distinta per professionalità e mitezza. In qualsiasi farmacia siamo andati in qualsiasi città abbiamo trovato personale rispettoso, munito di camice, risoluto, saggio. Ai farmacisti abbiamo chiesto consigli, notizie, informazioni. Spesso abbiamo avuto la fortuna di avere spiegazioni esaurienti, precise. Le farmacie comunali si sono rivelate perfette. Anziani farmacisti, giovani dottoresse ci hanno accolto con il sorriso sulle labbra aperto non finto. Abbiamo trovato farmacisti di coscienza che ci hanno indicato farmaci anche più economici. L’avidità non sempre una caratteristica della categoria. Ad essa hanno sempre appartenuto persone serie, volenterose, competenti. Le loro spiegazioni talvolta sono state un sollievo per noi. Ai farmacisti abbiamo confidato tutto, raccontato tutto della nostra vita di paziente e non. Abbiamo fatto un riassunto della nostra vita, delle nostre fobie e malattie che spesso non diciamo a tutti. Per una questione professionale i farmacisti di solito non parlano mai di un cliente. Spesso siamo andati per anni alla stessa farmacia con la speranza di avere conforto, un punto di riferimento e siamo stati riconoscenti per il loro comportamento impeccabile.

Negli ultimi tempi le cose sono cambiate notevolmente. In molte farmacie sono subentrate giovani donne dottoresse e giovani dottori che hanno sempre l’aria ironica e fanno commenti salaci sulle nostre malattie e fobie. Questo atteggiamento sprezzante ci rende furiosi. L’irritazione nasce quando poi si fanno commenti in presenza di altri clienti e si raccontano fatti della nostra vista privata non solo delle malattie che abbiamo avuto e abbiamo. L’interesse poi sembra concentrato sulla nostra vita privata. Si bada solo al pettegolezzo fine a se stesso. Giovani che hanno accompagnato i nonni e i genitori anziani sono stati presi in giro, definiti bambocci stupidi. Certi commenti appaiono pesanti e fuori luogo. Una donna in carne è stata definita poveraccia. Molte dottoresse ostentano abiti firmati e scrutano gli abiti delle clienti e se questi sono scadenti arricciano il naso e ridono sotto i baffi.

Molti farmacisti onesti sono premiati con la fedeltà. La ricompensa è la fedeltà del cliente. I farmacisti maleducati perdono solo la loro clientela. In certi quartieri ci sono farmacie a ogni angolo.

 

Ester Eroli