Feste barbare al lavoro

Feste barbare al lavoroOgni tanto capita che nei luoghi di lavoro ossia negli ospedali, negli uffici, nelle scuole, nelle pizzerie ecc si svolgano feste di compleanno di qualche lavoratore o dirigente. Ognuno, ogni dipendente, deve partecipare attivamente al rinfresco e dare un contributo per il regalo, fatto quasi sempre, tutti insieme. Non ci sarebbe ovviamente nulla di male in tutto questo, anzi simili feste favorirebbero le conoscenze e i rapporti di amicizia nei luoghi di lavoro. Nella maggior parte dei casi, specie negli ultimi tempi, dove si assiste a un imbarbarimento dei costumi, le feste diventano un luogo insano di torture e fastidi. Infatti capita che il festeggiato, specie se dirigente e capo di un dipartimento, parli solo ed esclusivamente con i suoi pari e non rivolga la parola a nessuno altro. Il semplice impiegato si ritrova completamente solo, pur circondato da molte persone e colleghi, intorno al tavolo allestito appositamente per il rinfresco. I pochi dialoghi che si svolgono durante il ricevimento sono penosi, le battute scambiate sono banali, ridotte all’osso, fatte a denti stretti. Nessuno ha voglia di socializzare, di fraternizzare, di aprire la porta all’altro con un sorriso aperto e dolce. Ognuno esalta le proprie capacità lavorative e racconta particolari significativi della propria brillante vita privata fatta di viaggi e sontuose ville. Ogni tanto si critica qualcuno senza malizia, a cuor leggero. Un senso di solitudine allora ci prende alle viscere, e non riusciamo più nemmeno a godere di quell’attimo spensierato. Con la bocca amara, con gli occhi bassi, con lo sguardo perso nel vuoto teniamo in mano il calice per il brindisi. Gli altri sono lontani anni luce, non sono connessi con noi, in sintonia. Allora vaghiamo nella sala come schegge impazzite in certa di un approdo. Ogni tanto ci sediamo per far finta di fare qualcosa, per non parlare da soli come una persona folle. Si cerca di condividere con gli altri il giorno del compleanno senza renderli in effetti pienamente partecipi. Gli altri devono rimanere a distanza, collocati per sempre nel loro ruolo cristallizzato. Non possono esserci aperture neanche per un solo giorno. La trama compatta della stoffa, la gerarchia non ammette nemmeno un piccolo strappo, una minuscola scucitura. In certi casi forse il compleanno conviene trascorrerlo in altro luogo, fra le pareti domestiche, con gli amici fidati.

 

Ester Eroli