Figli protetti

Figli protettiLa società in cui viviamo dà certamente un enorme importanza ai giovani, si costruiscono cellulari per loro, si fabbricano moto e vespe, si confezionano abiti solo per loro, intere vie dello shopping sono dedicate agli adolescenti. Mentre la popolazione invecchia e le donne anziane non sanno più cosa indossare, le giovani hanno a disposizioni intere collezioni. Aldilà delle contraddizioni, rimane il fatto che le famiglie stesse puntano tutto sui loro pupilli. Li proteggono, tollerano le loro marachelle, li difendono, lodano i loro pregi con tenerezza, danno permessi di ogni tipo, accettano i loro continui sballi e viaggi. I giovani posso girovagare dove vogliono, comprare quello che vogliono, senza pensare molto alla reputazione. Le madri guardano i figli, specie maschi, non una fiammata di orgoglio. Anche i figli mediocri sono osannati, mai rimproverati. I misfatti non vengono severamente puniti, le decisioni non vengono contrastate . Per i padri le figlie sono punti di riferimento importanti. I figli gracili sono curati, seguiti. I giovani crescono in una sorte di universo alternativo, parallelo fatto di evasioni, di giochi, di complicità, di divertimenti, di abbracci, di successi, di favori. I giovani crescono spavaldi, sicuri, sempre pronti a cercare conferme, soprattutto costantemente amanti di se stessi. Non sembrano conoscere il panico, la paura, il dolore. Sono sprezzanti del pericolo, convinti della propria riuscita. La maggior parte dei genitori circonda i figli di un affetto preoccupante. Troppe attenzioni possono portare al fallimento dell’educazione. Molti, anzi la maggior parte, inducono i figli a non partecipare agli eventi luttuosi della famiglia. I figli in altre parole possono prendere parte a battesimi, matrimoni ma non funerali, a visite in ospedale. I figli che accompagnano i genitori al cimitero a trovare i nonni sono derisi. I giovani non devono assistere a nulla di tragico, a nulla che possa provocare panico . I giovani non sono ammessi ai funerali dei parenti per evitare loro emozioni troppo forti e vengono lasciati in casa di altri o addirittura nei bar e nelle feste o in discoteca. Un filtro indolore viene costruito per salvare dalla notte e dalla morte. Si rinuncia in anticipo ad educare alla sopportazione, al rispetto dei defunti e del malati. Per un tacito accordo i ragazzi si sottraggono spontaneamente ai supplizi che giudicano umilianti. Così ci sono giovani che non accompagnano nemmeno i nonni colti da malore all’ospedale e lo fanno fare tranquillamente ai vicini di casa. Ci sono figli che dopo la morte del padre invece di stare vicino alla madre vengono invitati a fare un viaggio di piacere. i giovani devono stare lontano dalle catastrofi salvo poi morire di incidente all’uscita all’alba da una discoteca. I giovani che sembrano dei vecchi per esperienze amorose e di viaggi, dal punto di vita pratico e umano sono digiuni. Non hanno dimestichezza con la vita pratica perché i genitori li hanno preservati dai guai trattandoli non come esseri umani ma come dei malati che devono riguardarsi. Un giorno davanti al male vero ogni giovane sarà completamente solo incapace di gestirsi. Un isolamento che potrebbe essere fatale.

 

Ester Eroli

 

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